"Gran bazar" a Mirano: sequestrati 24mila prodotti cinesi irregolari

Nel magazzino si vendeva merce d'ogni tipo: dai pennarelli e gli evidenziatori alla bigiotteria, dall'abbigliamento alle creme. Senza riportare però produttori e composizione chimica

Un sequestro di prodotti cinesi (archivio)

Era in vendita un po' di tutto in quel magazzino di Mirano gestito da una 34enne di nazionalità cinese residente a Santa Maria di Sala. Prezzi più bassi rispetto alla media, quindi "appetibili" in un periodo come quello attuale di crisi economica. Quando i finanzieri sono entrati nell'esercizio per un controllo di routine, infatti, si trovavano solo clienti italiani. Non sapevano, o comunque non davano il giusto peso, al fatto che la merce che stavano per acquistare non aveva tutte le "carte in regola". Avrebbe potuto, quindi, essere dannosa per la salute.

La merce martedì scorso è stata sequestrata per essere tolta dal mercato. Oltre 24mila prodotti requisiti tra bigiotteria, creme, magliette, abbigliamento, rasoi, materiale scolastico, orecchini, piercing e collane. Valore totale circa 350mila euro. Gli oggetti in vendita, infatti, non rispettavano il "codice del consumo". Non riportavano etichette con scritto il produttore o l'azienda importatrice, la composizione chimica, eventuali precauzioni d'uso e i materiali di cui si componevano. Nulla, almeno in linqua italiana. Il tutto veniva venduto al pezzo tra i 5 e i 30 euro.

Tra qualche giorno si saprà, grazie alle analisi chimiche condotte dalla locale camera di commercio, se i prodotti sequestrati avrebbero potuto costituire un pericolo per la salute. Sostanze nocive, infatti, avrebbero potuto essere presenti soprattutto negli articoli di cancelleria destinati ai più piccoli, come pennarelli o evidenziatori. Creme e unguenti avrebbero potuto causare reazioni allergiche entrando a contatto con la pelle.

Oltre al sequestro della merce, l'esercente rischia una multa che supera i 25mila euro. Continuano intanto le indagini della guardia di finanza per risalire a ritroso la catena d'importazione della merce e per far luce sulla posizione fiscale della 34enne.

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