Minacce di morte via web per la consigliera comunale Seibezzi

La delegata ai Diritti civili aveva proposto di modificare la modulistica per i Nidi, trasformando “madre” e “padre” in “genitore 1” e “genitore 2”

Dal dibattito sociale (e politico) alle minacce di morte. Questa la parabola discendente che è toccata alla consigliera comunale di Venezia Camilla Seibezzi, recentemente divenuta delegata del sindaco Orsoni ai Diritti civili e contro le discriminazioni e “colpevole” di aver proposto di modificare la modulistica comunale per i Nidi, trasformando le diciture “madre” e “padre” in “genitore 1” e “genitore 2”.

GENITORE 1 E 2, LA PROPOSTA PER I MODULI COMUNALI

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INSULTI E MINACCE – L'idea di Seibezzi, come era facile immaginare, non ha ottenuto le simpatie dei gruppi politici più conservatori e puntuali sono subito arrivate le critiche di Lega, Fratelli d'Italia e Udc. La consigliera, che con la sua proposta puntava a dare una prima dignità alle cosiddette “famiglie arcobaleno”, formate da genitori dello stesso sesso, è stata subito attaccata come un tentativo di smantellare la tradizione e la “sacra istituzione” della famiglia. Dalla diatriba politica, però, le cose sono precipitate rapidamente: Seibezzi, come racconta la Nuova Venezia, è stata insultata e osteggiata da moltissimi via web e, tra i tanti “leoni da tastiera” che negli ultimi giorni l'hanno presa di mira, qualcuno ha passato il segno. Dal Comune di Padova è infatti arrivata sulla scrivania del presidente del consiglio comunale lagunare Turetta la segnalazione di vere e proprie minacce di morte via social network. Così è partita la denuncia alla Digos, che si è subito attivata per scoprire i responsabili. I post incriminati nel frattempo erano stati rimossi, ma le foto delle schermate restano e per qualcuno potrebbero presto iniziare i guai.

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