Lotta contro la burocrazia da anni, ora però minaccia di darsi fuoco

Un 43enne di Chioggia chiede l'ok per sfruttare a fini turistici il suo casone. Il nulla osta potrebbe arrivare troppo tardi per chiedere aiuti Ue

Lotta contro la burocrazia da dieci anni, ma avverte che la battaglia potrebbe anche non vincerla. E piuttosto decidere di farla finita. Questa la storia di un 43enne chioggiotto che, come riporta il Gazzettino, chiede un intervento delle autorità comunali per poter ottenere i permessi edilizi che gli mancano prima che scada il tempo a disposizione.

La questione è semplice e complessa allo stesso tempo. La famiglia del chioggiotto possiede un casone da pesca. Una struttura tradizionale che fino a poco tempo per il Catasto non esisteva, nonostante una domanda che il protagonista della vicenda avrebbe presentato nel 1996. Nessuna risposta. Ora, invece, l'accatastamento, "causato" in maniera indiretta da una operazione della guardia di finanza che nei mesi scorsi aveva requisito quasi tutte le strutture simili nella zona lagunare clodiense. Motivo? Non sarebbero state seguite le norme in vigore nonostante non ci si trovi in terraferma.

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Questa azione fa "emergere" il casone, che il 43enne vorrebbe sfruttare per attività di ittiturismo. Del resto non ci sarebbero molte altre vie, secondo lui, per riuscire in futuro a pagare bollette e costi. Quindi quella concessione edilizia che mancherebbe all'appello sarebbe di vitale importanza. Il problema è che il Comune, per concederla, dovrà sentire anche il parere della Commissione di Salvaguardia. Per cui è probabile che il nulla osta possa arrivare fuori tempo massimo, ossia dopo che saranno scaduti i termini per formalizzare la richiesta di accesso alle agevolazioni dell'Unione Europea. Il 43enne quindi sottolinea che sarebbe una grossa beffa, visti gli anni di battaglie per far riconoscere quel casone. Lo stesso che, se dovesse andare tutto male, potrebbe essere dato alle fiamme dal 43enne, che minaccia al contempo il proprio gesto estremo.

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