Miranese: tante aperture di nuovi locali e negozi, "ma in troppi chiudono bottega"

A Mirano a fronte di 30 nuovi locali, 40 chiusure. Le apertura non si improvvisano, ecco perché Confcommercio del Miranese ha deciso di organizzare una serie di incontri formativi

C’è chi apre e chi chiude, ma la solidità dell’impresa si decide all’inizio. Anche nel Miranese sempre più cittadini scelgono di avviare un’attività, sia essa individuale, di famiglia o società. Senza le basi però, l’avventura rischia di avere vita breve. E così aumentano sì le nuove imprese, ma anche le chiusure, molte delle quali avrebbero potuto sopravvivere e addirittura crescere se supportate da un’adeguata pianificazione, con l’individuazione di idonei strumenti di analisi, conoscenza e promozione.

Gli esempi un po’ in tutto il Miranese non mancano (i dati sono forniti dai singoli Comuni e tengono conto anche dei subentri, cioè chiusure con successiva riapertura della stessa attività): eloquente il caso di Mirano, dove lo scorso anno hanno aperto 30 negozi di vicinato, ma a chiudere sono stati dieci in più: 40. Ancora più marcata la differenza tra i locali: 21 le nuove aperture (tra cui 16 subentri) e ben 34 le cessazioni registrate. Nel resto del Miranese il trend cambia poco: Spinea ha visto aprire 14 negozi e chiudere 13, mentre tra i pubblici esercizi tre sono quelli nuovi, due quelli che hanno chiuso. A Noale hanno aperto 11 nuovi negozi, ma in 16 hanno dovuto abbassare le serrande definitivamente. È andata meglio con i pubblici esercizi: 19 le nuove aperture, ma il dato delle chiusure resta pur sempre a due cifre: 12. A Santa Maria di Sala dati in controtendenza: 15 hanno aperto, 12 hanno chiuso. Sette le nuove aperture nei pubblici esercizi, 5 le chiusure. A Scorzè saldo in pareggio: 8 sia gli esercizi che hanno iniziato l’attività, sia quelli che l’hanno cessata. Male invece i locali: 6 hanno aperto nel 2016, ben 9 hanno chiuso i battenti. A Salzano le nuove aperture di esercizi di vicinato sono state 5, le chiusure 3. Quanto ai pubblici esercizi, si è registrata una nuova apertura, ma nessuna chiusura.

"In molti casi - afferma Tiziana Molinari, direttrice di Confcommercio del Miranese - il turn-over è fisiologico, ma spesso la chiusura di un’attività è determinata dalla scarsa o sbagliata progettazione iniziale. Invece soprattutto oggi è fondamentale valutare bene tutti gli aspetti, dalla forma dell’impresa alle fonti di finanziamento, passando per il marketing, anche attraverso i nuovi canali promozionali. Prima di iniziare - aggiunge - è necessario studiare bene il percorso che si vuole intraprendere e analizzare tutti gli aspetti, non soltanto, per esempio, i locali e gli arredi, consapevoli che l’investimento non deve riguardare solo beni materiali. Serve un piano di fattibilità dell’idea e altrettanto importante è la formazione dell’imprenditore, che svolge un’attività molto complessa. Chi inizia, spesso pensa che sia semplice e superfluo formarsi: abbiamo avuto modo di vedere che non è così. A durare, al contrario, è chi si è formato, conosce tutti gli aspetti e sa come muoversi". Per il presidente dell’associazione, Ennio Gallo, "la funzione delle associazioni di categoria non è solo quella di assistere le aziende già sul mercato, ma anche e soprattutto formare e preparare quelle nascenti ad affrontare le sfide future. Una funzione a 360 gradi".

Per questo Confcommercio del Miranese ha pensato di proporre quattro appuntamenti formativi gratuiti per fornire ai nuovi imprenditori gli strumenti necessari per avviare l’impresa senza improvvisare. Il primo incontro è in programma lunedì 20 febbraio, dal titolo "Business Plan e Piano di Fattibilità": si parlerà di start-up, come definire la propria idea di impresa, studiare l’analisi di fattibilità ed effettuare quella economico-finanziaria.
 

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