Molotov contro il centro sociale Morion, attentatore e "palo" in azione

Testimoni avrebbero visto un giovane, aiutato da un compare, cospargere del carburante sullla porta dello stabile e darle fuoco. La bottiglia incendiaria gettata all'interno non si è incendiata

Domenica mattina, intorno alle 7, due sconosciuti hanno tentato di incendiare il centro sociale Morion di Venezia, punto di riferimento importante per centinaia di ragazzi della zona. I due, entrambi di giovane età e presumibilmente veneziani, hanno prima ammassato, sulla porta d'ingresso, alcuni sacchi della spazzatura, irrorandoli di benzina. Gli attentatori si sarebbe serviti del carburante di un barchino. Hanno poi sfondato una finestra e lanciato una bottiglietta molotov da 33 centilitri che però non si è incendiata, essendo rimasto intatto il vetro della bottiglia.

Fortunatamente i danni riportati sono piuttosto lievi, grazie al pronto intervento di una residente che, coraggiosamente, ha impedito che l'incendio di sviluppasse. Gli unici danneggiamenti sono infatti quelli procurati dallo stoppino che era stato incendiato prima del lancio.

Sull'attentato sta svolgendo le indagini la Digos della questura lagunare, che ha raccolto alcune testimonianze dalle quali emerge anche l'ipotesi che uno dei due giovani abbia agito, mentre l'altro fungesse da palo.

Parole di condanna sono giunte da Tommaso Cacciari uno degli animatori del Morion, che, pur considerando il gesto molto grave, si dichiara deciso a proseguire con convinzione la propria attività politica, sociale e culturale

Solidarietà, poi, espressa da più parti, a cominciare dal parroco della vicina chiesa di San Francesco della Vigna, che durante la messa domenicale ha sottolineato la propria vicinanza ai giovani del Morion.

Allo stesso modo, varie associazioni veneziane (AmbienteVenezia, Medicina Democratica di Venezia, Associazione Gabriele Bortolozzo, Comitato NoGrandi Navi - Laguna Bene Comune) hanno firmato una nota, nella quale si ricorda come il centro sia da moltissimi anni "uno dei pochissimi spazi aggregativi presenti a Venezia dove molti giovani e meno giovani hanno la possibilità di incontrasi, divertirsi e discutere". Uno spazio di libertà che, proseguono, "vogliamo difendere e tutelare". I firmatari evidenziano, infine, il fatto che i giovani del "Laboratorio Morion partecipano attivamente da sempre a tutti i vari movimenti che affrontano le molte problematiche presenti in città e nel sistema che ci governa; assieme a tutti loro abbiamo lottato e stiamo lottando".

 

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