Morti per droga, «far tornare in campo gli operatori di strada»

L'appello Dem dopo gli ultimi decessi per overdose: «Se al massimo investimento in controllo e sicurezza del territorio non corrisponde una riduzione dei morti, manca un anello: quello sociale»

Foto: Gli arresti a Mestre per spaccio di eroina gialla, archivio

Morti da overdose in città. Non passa giorno senza segnalazione di una vita stroncata nell'abbandono e in contesti di degrado. L'arresto e l'espulsione di cittadini stranieri a capo di reti di spaccio dell'eroina gialla in zona non ha prodotto alcun effetto sul numero dei morti. La denuncia arriva forte anche dal Partito Democratico veneziano. 

L'osservatorio

«Da più di un anno - scrivono Monica Sambo e Giorgio Dodi - definiamo drammatica la situazione per numero di morti. Nei primi tre mesi del 2019 hanno perso la vita almeno altre 4 persone. Non sono servite le passeggiate pacifiche di protesta e di denuncia dei cittadini che con diverse iniziative hanno cercato di sensibilizzare l’amministrazione comunale affinché fossero riaperti servizi e strutture, come nel caso del parco Bissuola. Anzi, in quest’ultimo caso, la situazione sta peggiorando con la diminuzione degli orari di apertura della biblioteca. Ancora oggi i dati dell’osservatorio sulle tossicodipendenze dell’Ulss 3 parlano chiaro: sono in continuo aumento i giovani che fanno uso di droghe e quindi chissà quanti sono quelli che non chiedono aiuto».

Il lavoro in strada

«Era l'osservatorio stesso, già dal 2016, a parlare della riduzione del lavoro di strada e di prevenzione, fino ad allora svolti dal Comune di Venezia, lanciando l’allarme sui comportamenti di consumo dei ragazzi più giovani, in particolare di droghe pesanti come l’eroina. La giunta è al governo del territorio da quattro anni e la situazione è peggiorata - continuano gli esponenti del Pd -. Al massimo investimento in controllo e repressione corrisponde il picco dei morti di overdose e l’aumento dello spaccio e delle situazioni di degrado. Questo conferma che dove la soluzione è univoca e solo repressiva i fenomeni si spostano, per ritornare poi a posizionarsi esattamente negli stessi luoghi, come denunciano in questi giorni i residenti».

Servizi sociali

«È necessario investire nuovamente in modo consistente sui servizi sociali, in particolare sui progetti cosiddetti di “frontiera”, che si occupano di prevenzione e di riduzione del danno, prezioso lavoro svolto fino a poco tempo fa dagli operatori di strada, anche nelle ore serali.
Soltanto lo scorso anno sono stati reintrodotti parzialmente tali servizi, ma con un investimento economico molto limitato e gravemente insufficiente rispetto alla portata del fenomeno: 30 mila euro l’anno per due anni. Il Partito Democratico ritiene e sostiene con forza che i fenomeni del degrado sociale, dello spaccio di sostanze stupefacenti e, soprattutto, del consumo delle stesse, in particolare da parte dei giovani e giovanissimi, sia una questione complessa e che non possa essere affrontata con soluzioni standardizzate».
 

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