È morto Ignazio Vok del camping Union Lido di Cavallino

Si è spento a 80 anni lunedì 4 febbraio nella sua casa di Trieste. Dopo la laurea si concentrò sullo sviluppo del primo complesso turistico a cinque stelle d’Italia

Foto: Ignazio Vok

Lunedì 4 febbraio è mancato a 80 anni, nella sua casa di Trieste, Ignazio Vok, erede e prosecutore dell'impresa fondata dal padre nel 1955: il camping Union Lido di Cavallino Treporti. Al litorale Ignazio Vok rimase sempre particolarmente legato.

La vita

Nato nel febbraio del 1938 nell’ex Jugoslavia, era il primogenito di una operosa famiglia di Lubiana che, dopo il Secondo conflitto mondiale, decise di trasferirsi in Italia dove si potevano avviare nuove avventure imprenditoriali negli anni del consumismo e del boom economico europeo. Dopo la laurea in architettura, all’Università di Monaco di Baviera, Ignazio cominciò a lavorare occupandosi dello sviluppo dell’Union Lido di Cavallino, grande complesso turistico ricettivo e primo camping a cinque stelle d’Italia con una capienza giornaliera di oltre 10 mila presenze, fondato nel 1955 dal padre. Oltre a questa azienda, si interessò a diverse altre, spostandosi tra Italia, Austria, Germania, Slovenia, Inghilterra, fino a pochi anni fa, quando decise di ritirarsi cedendo il testimone ai figli Maria e Ignazio Marco.

Le altre attività

Collezionista e grande esperto d’arte, i suoi interessi spaziavano tra design, pittura, scultura, antiquariato, tessuti e tappeti antichi per cui era conosciutissimo a livello mondiale. Coltivava il suo collezionismo mettendo a disposizione degli altri le sue conoscenze, avendo allestito diverse importanti mostre. È stato anche una figura di mecenate, avendo sostenuto scrittori, artisti, associazioni e organizzazioni religiose e civili. Come da sue ultime volontà, da sabato 16 febbraio riposerà nella tenuta di famiglia nel camposanto da lui stesso progettato, all’ombra degli amatissimi boschi tra i monti della bassa Carinzia. 

Cordoglio delle istituzioni

«Se oggi parliamo di un Veneto che è la prima regione turistica del nostro Paese, e una delle più importanti d’Europa, lo dobbiamo a persone come Ignazio Vok, e a chi come lui intuì la vocazione e le potenzialità del nostro territorio nell’industria del turismo e su di essa decise di investire - scrive il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia -. È grazie alla lungimiranza e all’intelligenza di imprenditori come Vok – ha concluso Zaia – se oggi Cavallino-Treporti è diventato il più importante distretto turistico all’aria aperta d’Europa e uno dei più importanti nel mondo».
 

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