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Jesolo, mostra "Serial Killer": svenuti 8 visitatori in 4 giorni

La mostra di piazza Brescia ha fatto il pienone di visitatori durante le festività, tra scenografie oscure, luci basse e terribili serial killer

È accaduto a Jesolo, alle 11.30 di sabato, all'interno della mostra “Serial Killer, dalla vittima al carnefice”, di piazza Brescia. Una giovane ragazza ha avuto un malore quando è entrata nel padiglione che ricostruisce fedelmente la CSI (criminal scene investigation) dedicata al serial killer necrofilo Ed Gein, che fra il 1947 e il 1957 evirava e mutilava le sue vittime, ispirando celebri pellicole thriller e horror come “Psyco”, “Non aprite quella porta”, “Il silenzio degli innocenti” e “Deranged”.

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La ragazza ha iniziato ad avere capogiri, finché è crollata a terra priva di sensi creando agitazione nei presenti all'interno del set. La giovane è stata subito soccorsa dal personale della mostra che l'ha fatta accomodare in un luogo tranquillo per oltre una quindicina di minuti, fino a quando ha ripreso colorito. La venticinquenne è stata assistita per tutto il tempo dai suoi familiari, che l'hanno aiutata a riprendersi e a continuare la visita.

È la seconda volta in pochi giorni che il padiglione dedicato al serial killer crea i presupposti per un malore nei visitatori. Analoga circostanza infatti, ma per cause diverse, quella capitata a una triestina che, visitando lo stesso padiglione, lunedì scorso ha perso i sensi nel bel mezzo della visita, motivando però il mancamento con un inizio di claustrofobia per gli spazi chiusi e per l'oscurità improvvisa della scenografia.

Tra giovedì e venerdì alla mostra sono svenuti altri sei visitatori. Alcuni si sono impressionati assistendo alla scena della sedia elettrica mentre i tecnici della mostra procedevano alla simulazione della morte del serial killer Ted Bundy, giustiziato da una scarica elettrica nel 1989.

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Commenti (1)

  • Buongiorno, ci sono stato a questa mostra, e a dirla tutta non c'è nulla di così macabro come viene detto da molte persone, l'unico consiglio che posso dare agli organizzatori (che sarebbero da premiare visto che le loro iniziative portano migliaia di persone a jesolo) è quello di abbassare un po la temperatura degli ambienti in quando la visita è abbastanza lunghetta e la temperatura si sente (soprattutto se non si lascia il giubbotto negli armadietti). e un consiglio che do alle persone "impressionabili" è quello di evitare la cosa se si impressionano per delle simulazioni con dei manichini. complimenti ancora agli organizzatori che trovano sempre il modo di portare gente a jesolo, e le persone che tanto criticano questa mostra (che alla fine dei conti è tutta storia), vorrei dire che invece di criticare trovino delle soluzioni alternative per portare gente a jesolo e che soprattutto investano per fare arrivare turisti in questo paese che vive solamente d'estate. tanto fiato per criticare ma nel momento in cui bisogna rimboccarsi le maniche tutti si nascondono...

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