Muore due settimane dopo l'operazione, 5 medici accusati

Era stato sottoposto ad una laparoscopia e dimesso dopo due giorni, ma presto si era ripresentato in ospedale. L'udienza il 12 giugno

L'accusa è quella di omicidio colposo, e a risponderne saranno i cinque medici che avevano operato e seguito Giovanni Rossit per un'ernia inguinale, appena pochi giorni prima. Il giudice è stato implacabile e, come riporta il Gazzettino, il primario del reparto di Chirurgia dell'ospedale di San Vito al Tagliamento, 60 anni, e altri quattro medici dello stesso reparto sono stati rinviati a giudizio e compariranno in aula il 12 giugno, tutti difesi dallo stesso avvocato.

LA VICENDA – L'accusa è quella di essere responsabili per la morte di Giovanni Rossit, operato con una laparoscopia a causa di un'ernia inguinale il 27 maggio del 2010; l'uomo era stato dimesso due giorni dopo l'intervento, che anche secondo il magistrato sembra essere stato eseguito senza intoppi, ma già il primo giugno Rossit era tornato in ospedale, in una condizione che, nell'opinione del giudice, avrebbe dovuto comportare una maggiore attenzione da parte dei dottori, che avrebbero invece agito con “negligenza, imprudenza e imperizia, pur in presenza di un quadro clinico complesso”. L'uomo è poi deceduto il 9 giugno, ad appena due settimane dall'intervento.

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