Murano, ufficiale cambio d'uso: ex fornace De Majo sarà un albergo con 238 posti letto

Fin dagli anni '50 utilizzata come industria per il vetro e la produzione di lampadari veneziani. Comune: "Investimenti per 37 milioni in cantieristica e creazione di 230 posti di lavoro"

E' ufficiale. La Giunta del sindaco Luigi Brugnaro ha approvato la ristrutturazione e il cambio d'uso ad albergo dell'ex fornace De Majo, in fondamenta Navagero a Murano.

Utilizzata fin dagli anni '50 come industria per la lavorazione del vetro e la produzione tradizionale dei lampadari veneziani, dispone di 17 corpi di fabbrica per una superficie coperta di oltre 4 mila metri quadri. L'intervento di riqualificazione propone la realizzazione di un albergo con 238 posti letto, un bar, un ufficio con sala riunioni, un negozio, due aree relax, un ristorante ed una sala conferenze.

Nel secondo complesso, in fondamenta Sebastiano Santi, utilizzato dalla ditta 'Lavorazione Artigiana Gocce' fin dal 1963 per la lavorazione del vetro, la società 'Leon' realizzerà un albergo con 75 posti letto, una hall con reception, un punto ristoro con sala colazione e alcuni locali tecnici e di servizio funzionali all'attività. Nell'area adiacente l'ex fornace, inoltre, Leon realizzerà un’area a verde pubblico che resterà a disposizione della città e della cui manutenzione si occuperà la società stessa.

“Entrambi i progetti – commenta l'assessore all'Urbanistica, Massimiliano De Martin – costituiranno, una volta messi in atto, veri e propri interventi di rigenerazione urbana, consentendo il recupero e il riuso di aree dismesse, degradate ed attualmente inutilizzate. Le nuove strutture ricettive favoriranno inoltre lo sviluppo economico locale, con investimenti pari a 37 milioni di cantieristica ed occupazionale con 230 nuovi posti di lavoro. Obiettivi che l'amministrazione ha da sempre sostenuto e ha riportato chiaramente nel documento del sindaco per il piano degli interventi”.

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Gli interventi saranno realizzati valorizzando le preesistenze storiche e l'edificato industriale tipico dell'isola, prevedendo interventi di restauro conservativo dei prospetti degli edifici di testa e operando, negli edifici di archeologia industriale, limitate correzioni al partito architettonico esterno, nel rispetto del contesto urbano e paesaggistico in cui si inseriscono. Le delibere proseguiranno il loro iter con la discussione alla commissione competente e il voto conclusivo del Consiglio comunale.
 

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