"Erdogan boia", blitz no global al consolato turco di Venezia

I manifestanti chiedono un intervento militare immediato a Kobane contro l'Isis, mentre puntano il dito contro i morti filocurdi di martedì

Foto da twitter

Hanno deciso di "sanzionare" il consolato turco per, a loro dire, lo scarso attivismo del premier Erdogan nella difesa della città di Kobane, in questi giorni sul punto di cadere nelle mani delle milizie islamiche dell'Isis. "Siamo dalla parte di chi resiste", hanno urlato (e scritto sui muri) mercoledì mattina alcuni no global che puntano il dito contro le manifestazioni di piazza che hanno caratterizzato molte città turche martedì, con almeno quattordici morti (stando alle ultime agenzie). Si sono registrati infatti degli scontri tra manifestanti filocurdi e forze dell'ordine.

Chi protesta in patria chiede al governo di Ankara un immediato intervento militare a Kobane, azione che per ora non è arrivata. Gli incidenti più gravi sono avvenuti nei centri a maggioranza curda, come Diyarbakir, dove sono state registrate cinque vittime. Centinaia gli arresti. L'eco della tensione sullo stretto del Bosforo ha quindi raggiunto la laguna: i no global sono entrati in azione nelle vicinanze della Marittima, davanti alla sede del consolato, usando spray, fumogeni, striscioni e slogan. Uno slogan su tutti, che campeggiava proprio di fronte all'ingresso: "Kobane resiste", vicino su un muro invece la scritta "Erdogan boia".

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