Ulss 13 guarda al futuro, a Mirano una macchina per risonanze di ultima generazione

L'ospedale è stato il primo ad installarla, dopo aver vinto una gara pubblica nazionale. Si tratta di una strumentazione in grado di eseguire studi specifici anche su prostata e seno

RM. La Radiologia di Mirano è stata la prima in Italia, nel corso del 2016, ad installare, con una gara pubblica nazionale, una risonanza di questo tipo: ovvero una strumentazione di ultima generazione, che esprime il massimo della tecnologia diagnostica riuscendo ad esaminare efficacemente sia le persone obese che chi soffre di claustrofobia. Non solo, grazie a questa grande macchina, che Mirano attendeva da ben dodici anni, i medici radiologi della Ulss 13 da oggi potranno eseguire studi specifici (di terzo livello) sulla prostata e sulla mammella, oltre che sugli altri organi e apparati.

Oltre a Mirano, altre dodici strutture ospedaliere italiane, con la medesima gara pubblica, quest’anno hanno ricevuto o stanno per installare questa stessa macchina. "Oggi, questa Azienda sanitaria - ha commentato il direttore generale della Ulss 13 Giuseppe Dal Ben - vanta, nella sede della Radiologia di Mirano, di una macchina che può essere paragonata ad una Ferrari. E tutto questo grazie al finanziamento che ha stanziato la Regione Veneto di circa 900mila euro, come prova tangibile della sua attenzione verso i cittadini e i loro bisogni, e della volontà di potenziare la sanità di questo territorio".

La nuova apparecchiatura, che è stata inaugurata oggi dall’Assessore Regionale alla Sanità Luca Coletto, e che da domani sarà operativa 13 ore al giorno per i cittadini, è una risonanza da 1,5 tesla, che pesa 5 tonnellate. Ha una apertura (bore) di 70 centimetri che permette di eseguire l’esame anche su pazienti con un giro vita che supera i 200 centimetri.  Una macchina compatta, che permette al paziente claustrofobico di veder l'esterno e di poter quindi eseguire l'indagine senza ansia e stress. La nuova risonanza è arrivata a Mirano sabato (24 settembre, ndr), nel frattempo sono continuati i lavori di adeguamento strutturale e impiantistico dei locali. Il passaggio dalla vecchia alla nuova risonanza è avvenuto senza mai interrompere il servizio diagnostico, garantendo cioè gli esami (sia per i pazienti ricoverati che per gli esterni) grazie l’adozione di una risonanza magnetica su mezzo mobile, con percorso protetto, che era posizionata nell’area prospiciente la nuova Dialisi.

"Si tratta di una risonanza innovativa e altamente performante - ha ricordato il primario di Radiologia della Ulss 13 Andrea Bruscagnin - che garantisce una tecnologia adatta a quesiti diagnostici complessi in ambito cardiologico, urologico, neurologico, toraco-addominale e anche senologico. Con questa nuova strumentazione potremo finalmente eseguire degli studi su alcuni organi che prima non era possibile fare, in particolare dando risposte al territorio sulle cosiddette Breast Unit e Prostate Unit, le nuove organizzazioni multidisciplinari messe in campo per contrastare i tumori alla mammella e alla prostata".

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"Un macchinario così moderno in un ospedale di rete - ha aggiunto Coletto - traduce in concreto una scelta strategica che qualifica fortemente la riforma da poco approvata in Consiglio regionale: rafforzare sempre di più le dotazioni tecnologiche degli ospedali, il che, abbinato all’alta professionalità degli operatori, consente di dare migliori cure alla gente, tenendola in ospedale, dove nessuno sta volentieri, sempre meno. In questo caso, la Risonanza consente di realizzare anche un importante filtro diagnostico sul territorio, per poter immediatamente decidere a quale livello va organizzata la cura del malato".

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