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Farmaci equivalenti: il primo giorno di "nuova" ricetta medica è un flop

Da giovedì è entrata in vigore la norma che prevede che i medici debbano prescrivere ricette indicando solo il principio attivo del farmaco da assumere. Ma in pochi l'hanno rispettata

Era il giorno x. Si è rivelato un mezzo flop. Giovedì entrava in vigore la norma che prevede che i medici di famiglia debbano scrivere per i propri pazienti ricette indicando solo il principio attivo del farmaco che dovrà poi essere assunto. Un modo per incoraggiare l'utilizzo dei farmaci equivalenti e, in questo modo, di dare ossigeno alle casse statali. Se il principio attivo rimane lo stesso, infatti, i costi per il sistema sanitario nazionale potrebbero essere tagliati di molto. Non in maniera sufficiente a rimettere i conti dello Stato in sesto, certo, ma di questi tempi tutto fa brodo.

Nel Veneziano, però, come spesso accade nel caso dei grandi cambiamenti "sociali" prima che normativi, tra ieri e oggi si è mosso poco o nulla. La sezione veneziana della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), infatti, ha lamentato il fatto di non essere pronta a recepire la norma. Questione di "algoritmi". I software dei medici di famiglia il più delle volte non sono infatti ancora aggiornati per permettere la compilazione di ricette a norma. In più, aggiunge l'associazione, sulle ricette finiscono nomi complicati, difficili da ricordare per i pazienti.

Arrivato sulla scrivania del ministero della Sanità, il "problema informatico" si è risolto concedendo una proroga di due mesi ai camici bianchi che non avessero ancora avuto la possibilità di aggiornare i propri software per la compilazione di ricette e trasmissione dei dati. Nel frattempo, però, le prescrizioni dovranno essere redatte parzialmente o in toto a mano.

Il risultato di tutto ciò è che ieri sarebbero state molto rare le ricette rispettose della nuova norma arrivate al banco del farmacista.

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Commenti (9)

  • I farmacisti sono tenuti a dare il generico e quindi già si paga di meno della specialità medicinale,ma deve essere anche il generico sul quale il ticket è inferiore,quindi non c'è nessun favoritismo ai farmacisti.

  • Quello che mi viene in mente è che se i medici non possono piu' scegliere quale farmaco dare ma indicare solo la molecola generica, sarà il farmacista a fare la scelta e in ottica puramente commerciale potrà scegliere il farmaco dove il guadagno sarà maggiore ..... Dopo i favoritismi alle banche adesso bell'aiuto alla lobby dei farmacisti!

  • Ci risulterebbe che i farmaci equivalenti vengono si testati dagli organi di controllo della Sanità pubblica in occasione della richiesta da parte dei produttori (che sono anche extra Unione Europea - Cina compresa), ma successivamente non più verificati. La nostra domanda legittima è: chi ci assicura che nel tempo il dosaggio e la qualità del principio attivo sia sempre "ottimale" considerato che il "fornitore" non ha alcun nome da difendere come invece il prodotto di marca ???

  • Avatar anonimo di ivano
    ivano

    se i farmaci costassero meno come nei paesi limitrofi,non ci sarebbero tutte queste polemiche,se questo ci farà risparmiare qualcosa per curarci ben venga,le case farmaceutiche hanno sempre speculato sulla nostra salute.

  • Mi domando: ma i rappresentanti farmaceutici che fine faranno? Saranno nuovi disoccupati?

  • Avatar anonimo di sandro
    sandro

    i farmaci indispensabili sono poche decine:aboliscano gli altri e li rendano disponibili solo a pagamento.Non ne avranno mai il coraggio (per i soldi che prendono dall'industria farmaceutica).

  • Avatar anonimo di pippo
    pippo

    Il 90% dei medici dovrà rifare l'esame di farmacologia

    • Avatar anonimo di max
      max

      pippo è più difficile ricordare il nome commerciale degli innumerevoli farmaci che i principi attivi e poi c'è sempre il prontuario, Un avvocato seconda te ricorda tutti i codici e codicilli? è più facile far vibrare le corde vocali che formulare un pensiero.

    • Avatar anonimo di Ash
      Ash

      Eh eh :-D

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