Letti moderni per la cardiologia: donati da un paziente brasiliano

Roberto Irineu Marinho, dopo essere stato curato all'ospedale civile di Venezia, ha deciso di fare un'importante donazione da 60mila euro

Un'importante donazione di 60mila euro, giunta dal Brasile, permetterà al reparto di cardiologia dell'ospedale di Venezia di avere letti di ultima generazione. “Tutti i letti - ha spiegato il primario, Giuseppe Grassi - sono stati sostituiti grazie alla generosità di un donatore sudamericano, e grazie al tramite degli Amici del Cuore di Venezia, che hanno ricevuto la liberalità di questa persona, trasformandola concretamente nei 18 letti, a cui si aggiungono due barelle di uguale standard, che sono già operativi nelle stanze di degenza”.

Immensa la gratitudine dell'Ulss 12, che ha voluto dedicare una targa a Roberto Irineu Marinho, l’imprenditore che dopo aver trascorso qualche giorno nella cardiologia veneziana, ha inteso restituire così le attenzioni e le cure ricevute. “Questo donatore, questo grande amico del nostro ospedale – ha continuato Grassi - era in vacanza a Venezia, ed è stato colto da un malore. Ricoverato presso di noi, è stata documentata una pericolosa aritmia cardiaca, che è stata controllata farmacologicamente. Il signor Marinho prima di rientrare in Brasile ha voluto ringraziare il nostro reparto, ed ha voluto farlo donando il necessario per questa importantissima dotazione”.

I diciotto letti e le due barelle, prodotti da una ditta francese leader del settore, sono stati scelti per le loro peculiari caratteristiche, particolarmente adatte al reparto di cardiologia. Agli alti standard di sicurezza e di dotazione tecnologica sommano, infatti, la possibilità di movimenti completamente elettrici, come anche il raggiungimento della “posizione poltrona” con la pressione di un singolo pulsante; sono caratterizzati inoltre da uno sblocco immediato in caso di emergenza per il posizionamento ideale per il massaggio cardiaco.

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Anche il direttore generale dell'azienda, Giuseppe Dal Ben, è intervenuto sulla questione: "La vicenda che ha portato alla donazione è esemplare - ha commentato - e dice del ruolo dell'ospedale di Venezia. Evidenzia come il nostro operato è quotidianamente sotto gli occhi del mondo, oltre che sotto gli occhi dei cittadini veneziani. Tutto questo - ha poi concluso - ci spinge a fare il meglio, poiché ci fa capire che una parte della reputazione di Venezia nel mondo passa anche attraverso il nostro lavoro; e ci dimostra le potenzialità di un buon operare, che si trasforma in gratitudine a volte anche sorprendente nelle dimensioni".

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