Nuovi posti-letto e nuovi ambulatori Rivoluzione sanitaria a Portogruaro

L'annuncio del direttore generale dell'Ulss 10: prevista Rsa, ospedale di comunità e un nuovo complesso che raggrupperà moltissimi servizi

Una nuova Rsa da 90 posti-letto, un nuovo ospedale di comunità da 20 posti, nuovi locali per consultorio familiare, neuropsichiatria infantile, ambulatorio veterinario e servizio per le dipendente. Importanti novità in arrivo per il complesso sanitario di Portogruaro, l’annuncio arriva dal direttore generale dell’Ulss 10 Carlo Bramezza.

Nei giorni scorsi è stata infatti siglata una nuova appendice all’accordo di programma sottoscritto da ulss10 e Comune di Portogruaro nel 1996. L’appendice riguarda la realizzazione di una serie di nuove strutture grazie alla vendita di edifici attualmente di proprietà dell’Ulss10, ritenuti obsoleti e non rispondenti alle  esigenze all’utenza. Con la vendita dell’ospedale vecchio in via Spiga viene prevista per esempio nella stessa sede la realizzazione di una Rsa (Residenza Sanitaria Assistita) gestita da privati, accanto ad un ospedale di comunità, una struttura intermedia tra il classico ospedale per acuti e la degenza a domicilio.

Ma non è tutto: con la vendita dell’edificio che attualmente ospita il Consultorio familiare e la Neuropsichiatria Infantile, in via Foscolo 6 verranno accorpati, in un unico ambito a sud est del centro storico, in prossimità dell’ospedale San Tommaso dei Battuti: il Consultorio Familiare, la Neuropsichiatria Infantile, l’ambulatorio veterinario e il Servizio per le Dipendenze. Per quanto riguarda il Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare e del Peso, inserito nell’accordo di programma del 1996, è previsto che resterà nell’attuale allocazione in via della Resistenza ma riqualificato con un ampliamento della stessa sede.

“Questa appendice tiene conto del nuovo piano socio sanitario regionale e allo stesso tempo delle esigenze sia del personale di quest’Azienda, costretto a lavorare in ambienti fatiscenti, e sia dell’utenza, che eviterà di recarsi in varie sedi dislocate nel territorio e potrà usufruire di strutture nuove e confortevoli – spiega il direttore generale Carlo Bramezza - . La Rsa darà finalmente una risposta assistenziale alla popolazione più debole e che necessita di una struttura adeguata”.

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