Obbligo di vaccini: tra laguna e terraferma "resistono" 6 casi, la scadenza si avvicina

I dati presentati lunedì mattina in commissione dall'assessore Romor: "C'è ancora tempo fino al 10 marzo per regolarizzarsi. Un grazie al lavoro d'informazione degli uffici comunali"

Il termine ultimo per vaccinarsi si avvicina, ma ad ora sarebbero ben pochi i bambini che rischierebbero di non poter andare all'asilo o alle elementari nel territorio comunale di Venezia. Il 10 marzo prossimo è stato individuato come deadline per presentare la documentazione corretta sulle vaccinazioni di bambini e ragazzi da 0 a 16 anni e allo stato nessuno è in grado di capire cosa succederà il giorno seguente per coloro che non saranno in regola. In teoria potrebbero essere allontanati dall'aula.

Pochi i casi tra laguna e terraferma

Fatto sta che si tratta di un punto interrogativo che nelle prossime settimane potrebbe non avere ragion d'essere, poiché, come sottolineato dall'assessore alle Politiche educative Paolo Romor in commissione lunedì, a dover ancora essere vaccinati tra scuole primarie e nidi di competenza comunale sarebbero solo 6 bambini, quando il totale di famiglie che avrebbe dovuto presentare i certificati si aggirerebbe sui 600. "Manca ancora un mese alla scadenza - spiega l'assessore - per 2 bambini i genitori hanno già fatto sapere che si metteranno in regola".

Mozione del Movimento Cinque Stelle

Tra pochi giorni rimarranno solo 4, quindi, gli scolari su cui rimarrà un punto di domanda. Potranno continuare comunque a frequentare l'anno scolastico? Di questo tenore era la mozione presentata dalla consigliera del Movimento Cinque Stelle, Sara Visman, che chiedeva la "possibilità per i minori non vaccinati, ma regolarmente iscritti e accettati, di giungere a conclusione dell'anno scolastico 2017/2018". Con ogni probabilità non sarà possibile: "La mozione ci chiedeva di intervenire per posticipare la scadenza del 10 marzo - spiega l'assessore Romor - ma non abbiamo gli strumenti per farlo, e nemmeno i numeri ci mettono in una situazione tale da indurci a fare pressione sul governo per cambiare la normativa. E' bene che le famiglie possano contare su certezze, senza ingenerare confusione. Devo ringraziare gli uffici comunali per il preciso lavoro di informazione rivolto alle famiglie - conclude - hanno spiegato per tempo cosa bisognava presentare e quali fossero le regole. Se ci sono pochissimi casi ancora da regolarizzare è merito loro". 

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