Kyenge-Lega, altro round. Stival e il link su Facebook: "Scusa orango"

L'assessore regionale di Pramaggiore ha condiviso una vignetta (poi cancellata) sul caso Calderoli: "Povero animale paragonato al ministro"

A sinistra Daniele Stival, a destra la ministro Cécile Kienge

Leghisti e ministro all'Integrazione Cécile Kyenge: altro round della querelle a colpi di dichiarazioni "pesanti" contro il membro di colore del governo Letta da parte di esponenti del Carroccio. Stavolta lo strale arriva dai social network e coinvolge l'assessore regionale ai Flussi migratori Daniele Stival, originario di Pramaggiore.

Il politico sulla propria bacheca Facebook ha condiviso un post della pagina "L'Antipolitica" (poi cancellato) in cui si scriveva: "Riteniamo vergognoso che si possa paragonare un povero animale indifeso e senza scorta a un ministro congolese". La frase si inserisce all'interno della vicenda sulle dichiarazioni dell'ex ministro Roberto Calderoli, che durante un comizio ha paragonato Cécile Kienge "a un orango". Altro round quindi di una diatriba che continua da un paio di mesi. Il gruppo regionale del Partito Democratico in Regione in una nota ha già chiesto una presa di distanza da parte del presidente del Carroccio Luca Zaia e le dimissioni dell'assessore Daniele Stival.

LA REPLICA DI DANIELE STIVAL - L'assessore all'Ansa ha confermato di avere postato il link ma che si è trattato di un errore. Per questo poi ha deciso per la sua rimozione dalla bacheca. "E' stata solo una battuta, una delle tante che magari faccio e metto su facebook, mi rendo conto - aggiunge - che è pesante e me ne dissocio togliendola. A me però - continua - la politica di questo ministro non piace e su quel fronte resto sulle mie posizioni anche se mi rendo conto che siamo su due piani diversi e che quindi l'immagine la devo rimuovere". L'assessore Daniele Stival non è nuovo a prodezze verbali come queste". Lo ricorda il capogruppo di Verso Nord in Consiglio veneto, Diego Bottacin, che chiede le dimissione dell'assessore leghista alla Protezione Civile. "L'altra volta, quando propose di usare i fucili contro i profughi libici, se la è cavata con le scuse ufficiali in Consiglio. Questa volta se ne deve semplicemente andare a casa".

IL COMMENTO DI LUCA ZAIA - "Mi dissocio da quello che ha scritto e lo invito a scusarsi e cancellare il post da facebook": lo ha detto Luca Zaia, presidente del Veneto, sulla vicenda della foto postata su Facebook dall'assessore. "A Stival ricordo, per ricordarlo a me stesso e agli altri assessori - aggiunge Zaia -, che da noi i veneti si aspettano soluzioni ai loro problemi, come la disoccupazione giovanile e una sanità sempre più efficiente, e non di perdere tempo su inutili e ingiustificabili commenti a vicende come queste". Per quanto riguarda invece Calderoli, Zaia dice: "da Calderoli un'uscita infelice senza se e senza ma. L'unica cosa da fare sono le scuse, che Calderoli ha fatto".

PRESIDIO CGIL - La Cgil per rispondere alle battute del vicepresidente del Senato Roberto Calderoli ha organizzato un presidio martedì alle 18 in piazza Ferretto a Mestre. "Le recenti, ripetute inammissibili offese di stampo razzista a Cecile Kyenge, ministro della Repubblica Italiana, riprese e rilanciate da esponenti dell'amministrazione regionale del Veneto, non possono non trovare una ferma e determinata risposta da parte di Cgil Cisl Uil del Veneto. Abbiamo perciò deciso di ritirare immediatamente i nostri rappresentanti dalla Consulta regionale per l'immigrazione e invitiamo le altre associazioni componenti la stessa a fare altrettanto". Lo scrivono in una nota congiunta Emilio Viafora, Segretario generale Cgil Veneto, Franca Porto, Segretaria generale Cisl Veneto, Gerardo Colamarco, Segretario generale Uil Veneto. "Invitiamo il Presidente Zaia a prendere atto della impossibilità di proseguire un positivo confronto sui temi dell'immigrazione - aggiungono i tre Segretari - e gli chiediamo di procedere, con urgenza, a ripristinare le condizioni affinchè questo necessario confronto possa riprendere. Queste condizioni comprendono il reciproco rispetto tra tutti gli interlocutori, rispetto - concludono - che deve essere proprio in primo luogo dei rappresentanti istituzionali della Giunta Regionale".

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