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Dekleva intercettato parla tra sé: "E' omicidio... Il mio è omicidio"

Gli atti riportano un'intercettazione ambientale del marito di Lucia Manca, arrestato con l'accusa di aver ucciso la moglie. Il 25 novembre nella sua auto stava riflettendo ad alta voce

Dekleva al Palazzo di Giustizia ©TM News

La confessione di Renzo Dekleva. In macchina. Mentre parla da solo. Dalle carte dell'inchiesta, come riporta La Nuova Venezia di oggi, spunta un'intercettazione ambientale registrata dagli investigatori il 25 novembre scorso. "Il mio è omicidio". "E’ omicidio... il mio è omicidio", direbbe tra sé e sé il marito di Lucia Manca, la bancaria di Marcon trovata cadavere sotto un ponte a Cogollo del Cengio il 6 ottobre scorso. Un mese e mezzo dopo la scoperta della morte della moglie. L'informatore farmaceutico, allora indagato dai carabinieri per aver dichiarato all'ufficio Anagrafe di Marcon una laurea in medicina mai esistita, aveva scoperto proprio quel giorno di essere stato iscritto nel registro degli indagati per falso ideologico.

 

Si sente accerchiato. Forse vacilla. Nella sua Lancia Delta (nel cui bagagliaio secondo la procura ha caricato il cadavere di sua moglie Lucia la notte del 6 luglio, la sera dell'omicidio) si lascia andare a queste riflessioni ad alta voce. Secondo il pubblico ministero Francesca Crupi sarebbe la "pistola fumante".

 

Che si accompagnerebbe a un'altra riflessione ad alta voce di Dekleva intercettata dagli inquirenti e riportata negli atti: "La verità è peggio... molto peggio ancora più di prima, adesso ci sei dentro, la cosa non doveva finire così". Secondo gli investigatori in questo caso il 53enne, arrestato martedì scorso con l'accusa di omicidio volontario, parlava in seconda persona ma sempre riferendosi a se stesso. Durante l'interrogatorio di garanzia l'arrestato si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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Commenti (1)

  • Ora sta uscendo tutto fuori... Si è sollevato il coperchio!

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