Raccolta fondi per la moglie e il figlio di Gheorghe: ecco la faccia del suo omicida

Parla il respondabile di Gheorghe Suta, il 36enne ucciso da un suo coinquilino: "L'assassino aveva iniziato a lavorare con noi da lunedì". La salma della vittima sarà portata in Romania

In alto la vittima, in basso il presunto omicida

"Era tra i migliori lavoratori che abbia mai avuto, è una tragedia enorme. Stiamo tentando di essere il più vicini possibile al fratello, alla moglie e a suo figlio". A parlare è il datore di lavoro di Gheorghe Suta, il 36enne romeno ucciso all'alba di venerdì da un suo coinquilino e connazionale, Georgian Ionut Bejenaru, 28enne ora in carcere a Venezia. "Persone così sono rare, te lo diranno tutti quelli che hanno conosciuto Gheorghe - continua il suo responsabile - l'omicida aveva iniziato a lavorare in prova da noi da lunedì. Da pochi giorni. Nessuno lo conosceva e non parlava italiano. Il tempo di frequentare giovedì un corso e venerdì ha combinato quello che ha combinato".

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"Mi hanno chiamato alle 5, c'erano ambulanza e carabinieri"

Il presunto assassino era stato fatto entrare dal cognato nell'azienda di cantieristica, che opera in subappalto anche per la Fincantieri di Porto Marghera, dove lavoravano tutti i protagonisti della vicenda. Il cognato è stato proprio il testimone (non oculare) del delitto: ha tolto di mano il coltello al 28enne e l'ha indotto ad aspettare l'arrivo dei carabinieri in cortile. Il movente sarebbe da ricercare nel rapporto teso tra il 36enne, titolare del contratto d'affitto, e il giovane, cui era stata prospettata la possibilità di non poter più continuare a lavorare per la ditta. A lanciare l'allarme è stata una quarta persona, un operaio romeno in grado di parlare bene l'italiano allertato via telefono: "A sua volta, dopo aver chiamato il 118, lui ha chiamato me - spiega il responsabile dell'azienda - Mi ha detto che era successo un casino e che sarebbe andato a controllare a Mira. Quando è arrivato mi ha richiamato e mi ha detto che c'erano i carabinieri e l'ambulanza, poi non ha più potuto informarmi. Ora speriamo solo che gli anni di galera questo giovane se li faccia tutti, che non succeda come capita spesso in Italia".

FOCUS | Tutti i dettagli sul delitto di Mira

I rilievi dei carabinieri e le reazioni dei vicini

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Raccolta fondi per la moglie di Gheorghe

Non appena arriverà il nulla osta del magistrato titolare delle indagini, la salma di Gheorghe Suta tornerà in Romania, nella città di Costanta. E' lì che risiede anche il suo assassino. I colleghi della vittima hanno organizzato una raccolta fondi: "Di tutte le questioni burocratiche se ne sta occupando il fratello, anche lui lavora da noi - conclude il responsabile - raccoglieremo soldi per aiutare la moglie e il figlio di Gheorghe, non li lasceremo soli. E' il minimo che possiamo fare". 
 

Il maggiore Antonio Bisogno, comandante della compagnia dei carabinieri di Mestre

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