«Voragine nell'organico della scuola, nel territorio mancano 15 mila insegnanti»

Flc Cgil, Cisl scuola, Uilscuola, Snals e Gilda hanno organizzato un presidio martedì 12 marzo (ore 15) all’ufficio scolastico regionale a Mestre in via Forte Marghera

Foto: scuola, archivio

Una situazione che i sindacati definiscono emergenza. Dal primo settembre andranno in pensione nel Veneto 1.963 tra insegnanti e non docenti cui si aggiungono 35 dirigenti scolastici. Ciò aggraverà ulteriormente la carenza di personale nella scuola, che in regione riguarda diverse migliaia di cattedre e che viene di anno in anno rattoppata con il ricorso a personale precario. Martedì è previsto un presidio alle 15 all’ufficio scolastico regionale a Mestre.

Meno 15 mila

Nei fatti, si è creata una situazione di instabilità perenne per cui una quota consistente dei posti necessari a garantire il normale funzionamento di scuole primarie, secondarie e dello stesso sostegno per l’integrazione di bambini diversamente abili, sono sistematicamente vacanti. Se a ciò si aggiunge l’esclusione (dopo la sentenza del Consiglio di Stato) dei diplomati magistrali, già in ruolo o in prova, ricacciati nelle sole graduatorie di istituto, si può stimare per il Veneto un buco di oltre 15.000 unità.

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Il presidio

A fronte di quella che si profila ormai come una situazione di emergenza, Flc Cgil, Cisl scuola, Uilscuola, Snals e Gilda hanno organizzato un presidio a carattere regionale per martedì 12 marzo (ore 15) davanti all’Ufficio scolastico regionale a Mestre in via Forte Marghera. Parteciperanno soprattutto gli insegnanti precari per i quali “l’assunzione in ruolo – dicono i sindacati – rimane un vero e proprio miraggio”, mentre «la scuola veneta si ritrova senza insegnanti in classe, introvabili anche come supplenti». Di questo le organizzazioni sindacali parleranno nella mattinata con il direttore dell’Ufficio Scolastico regionale, Augusta Celada, cui faranno presente la richiesta di un piano straordinario di assunzioni che porti all’immissione in ruolo degli insegnanti in possesso di abilitazione e di quelli che hanno tre anni di servizio (considerando il quarto come requisito valido per l’abilitazione). Altre strade, osservano le organizzazioni sindacali, non sono percorribili vista la situazione che si è venuta a creare, aggravata dalle ulteriori sofferenze di organico che si prospettano a breve. 

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