Irruzione dei lavoratori al consiglio comunale, spintoni per entrare in sala: seduta sospesa

Bagarre a Ca' Farsetti martedì mattina. La tensione è sfociata in parapiglia tra precari e agenti della polizia municipale. I sindacati: "Era una protesta civile, non ci lasciavano entrare"

Foto Facebook Monica Sambo

L'ingresso a Ca' Farsetti è bloccato, i lavoratori insistono e il faccia a faccia si trasforma in parapiglia. È quanto accaduto martedì mattina nella sede del Comune di Venezia, dove si stava svolgendo uno degli ultimi consigli comunali dell'anno. Proprio nel giorno in cui, spiegano i rappresentanti dei lavoratori, 76 dipendenti precari restano a casa in seguito alla scadenza del loro contratto.

Il fatto ha seguito l'assemblea dei lavoratori svoltasi al Malibran alle 11. A conclusione dell'incontro i partecipanti si sono spostati a Ca' Farsetti, chiedendo che una delegazione potesse entrare in aula. "Era una una manifestazione civile - spiega Luca Lombardo del Diccap - Ma l'amministrazione ha impedito il passaggio, senza motivo. I lavoratori sono stati bloccati nell'androne da agenti della polizia municipale e della Digos".

Così gli animi si sono scaldati e i lavoratori hanno iniziato a spintonare per raggiungere la sala consiliare. Sono seguiti momenti di forte concitazione, alla fine i manifestanti sono riusciti ad accedere all'aula. Il consiglio, però, è stato sospeso. "Ci è stato comunicato che i capigruppo riceveranno una delegazione dei precari - conclude Lombardo - Queste persone hanno diritto di far sentire la propria voce". Ha replicato il sindaco Luigi Brugnaro: "La legge ci obbliga a non assumere più di 80 persone. Terremo delle quote per i prossimi concorsi, ma stiamo facendo una ristrutturazione del Comune. Ca’ Farsetti non assorbirà tutti i dipendenti con contratto in scadenza".

"Alla conferenza dei capigruppo - riportano i sindacati al termine dell'incontro - Abbiamo ribadito come le persone coinvolte abbiano diritto di avere delle risposte. Sono 119 storie, tutte drammatiche e dolorose. 76 sono già disoccupati, a breve aumenteranno. E hanno un'età che non permetterà una ricollocazione nel mondo del lavoro. La politica, l'amministrazione devono prendersi carico di questa tragedia. È possibile premere perché nel Milleproroghe passi un provvedimento che preveda la stabilizzazione di chi ha almeno 3 anni di servizio in Comune, è possibile assumere dalle graduatorie esistenti (43 lavoratori) ed è possibile bandire dei concorsi con la riserva del 40% per chi è fuori da tutto (76 lavoratori). Si deve e si può fare qualcosa. Dai capigruppo un muro di gomma, il nulla".

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Aggiunge Daniele Giordano, segretario FP Cgil: "Centinaia di lavoratori chiedevano di poter essere ascoltati in consiglio. Solo dopo molte insistenze e pressioni è stato possibile entrare nella sala. Purtroppo il consiglio è stato sospeso dando ancora una volta il messaggio di non voler ascoltare chi lavora e chiudendo l'organismo democratico alle persone che protestano pacificamente. L’incontro successivo è stato negativo, vista la totale chiusura della amministrazione ad intervenire sul piano occupazionale e la mancanza di volontà di cercare una soluzione a livello nazionale".

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