Il patriarca in tv: "Politica? Le stesse facce di quando ero in seminario"

Monsignor Francesco Moraglia ospite di X-News su Antenna 3: "Spero che nella seconda parte del 2013 si possano vedere le prime luci. Ma quando si è in crisi si ha il fiato corto"

Patriarca di Venezia Francesco Moraglia a tutto tondo questo pomeriggio ad Antenna 3. Oltre agli auguri di Natale, d'obbligo, il prelato non si è sotratto alle domande degli intervistatori e dei giornalisti anche prima e dopo della registrazione di "X-News". Come suo solito è andato dritto al centro dei problemi: "Adesso non si può più parlare di atteggiamenti aziendali per cui molte volte si privilegiava il profitto su altri valori sociali e occupazionali - spiega parlando della situazione economica in cui versa anche il Veneziano - Veramente ci sono difficoltà a portare avanti aziende e imprese che hanno messo al centro la persona e il capitalismo sociale legato al territorio. Spero che almeno nella seconda parte del 2013 si possano vedere le prime luci - dichiara - Ma quando si ha il fiato corto, si è in debito di ossigeno sei mesi possono essere un tragitto molto lungo".

Il lavoro prima di tutto, come ha sempre dichiarato il patriarca. Un altro tema che sta a cuore al leader della chiesa Veneziana è la scuola. L'istruzione. "Gli istituti paritari sono scuole pubbliche, che fanno servizio pubblico e che sollevano lo Stato da una esposizione finanziaria notevole - ha dichiarato - Garantiscono un servizio onesto e dignitoso. Se implodesse il sistema, io penso che dovremmo parlare di una manovra aggiuntiva da parte del governo per coprire questa richiesta che arriva da parte della popolazione".

Il patriarca ha dichiarato di essere stato "colpito ma non più di tanto" rispetto alla richiesta di referendum per l'autodeterminazione del Veneto approvata dal Consiglio regionale del Veneto. "Credo - ha aggiunto - ci sia un senso di disappunto nei confronti di uno Stato che fatica a essere percepito come attento alla persona e al territorio". Moraglia ha anche rilevato l'importanza di comprendere bene l'istanza del referendum, osservando tuttavia che a suo giudizio essa potrebbe riflettere un'esigenza "di una maggiore elasticità dello stato".

"Ma bisogna anche chiedersi - ha proseguito - come gestiamo certe realizzazioni il giorno dopo? Perché c'é poi da immaginare uno scenario che deve anche funzionare". Uno dei problemi della politica secondo Moraglia è il mancato ricambio generazionale: "Ora che son Patriarca di Venezia vedo in tv gli stessi politici che vedevo quando frequentavo il seminario", ha dichiarato. Un ricambio di cui si sente la necessità, ma il pericolo è che non avveng nel modo giusto: "La politica non si fa con le viscere", ha commentato Moraglia in merito al successo che ha ottenuto il Movimento Cinque Stelle. "Bisogna capire - ha tuttavia osservato - chi è esasperato. Chi non può fare nulla spesso fa un dispetto, perché non gli rimane altro".

"Ciò che mi spaventa è il disimpegno politico - ha continuato il patriarca - Per una società che non crede più in certi modi di fare, questo si trasforma nel non credere più nel sistema della politica. Oggi - ha aggiunto - c'è invece bisogno di politica più di prima, ma di una politica diversa. Bisognerebbe poter avere delle risposte. Molte volte chi lavora - ha concluso - è abituato a dover dare un risultato in tempi certi e non può seguire i tempi della politica, i quali diventano la condanna di una certa politica".

PALAIS LUMIERE - Il progetto del Palais Lumiere che Pierre Cardin vorrebbe erigere a Marghera "forse dà possibilità di lavoro a molta popolazione in un momento di difficoltà - ha dichiarato Moraglia - Non voglio schierarmi, ma questa opera può essere considerata come un passo in avanti in una realtà che attende di poter ricevere anche delle risposte concrete sul territorio. I profili urbanistici delle nostre città risentono anche dei momenti che attraversano".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Marea record, Venezia completamente sott'acqua

  • Il disastro dell'acqua alta: incendi e barche affondate, rive e edifici danneggiati

  • Ristoratore arrestato: spacciava droga

  • Come "l'acqua granda" del 1966. Due morti a Pellestrina

  • Auto in fosso: morto un 38enne, una donna estratta viva

  • Acqua alta fino a 145 centimetri, bollettino aggiornato

Torna su
VeneziaToday è in caricamento