Alla vigilia della protesta per i treni si è viaggiato al freddo e al gelo

Domenica sul regionale da San Donà a Mestre zero gradi centigradi su alcune carrozze. Lunedì e martedì invece manifestazioni dei viaggiatori

Cifra tonda. Zero netto. Che se fuori in caso di maltempo poteva nevicare all'interno si doveva stare seduti con il giubbotto a battere i denti. Alla vigilia di "Pendolaria", la manifestazione nazionale organizzata da Legambiente per protestare contro le condizioni in cui si viaggia sui treni italiani, arriva la testimonianza di un malcapitato passeggero che ha dovuto armarsi di santa pazienza. E patire il freddo. Domenica con lo smartphone ha voluto quindi immortalare la temperatura con cui era costretto a viaggiare, salendo a bordo a San Donà di Piave e mettendo poi piede alla stazione di Venezia Mestre. "Nei due vagoni che ho attraversato c'era una temperatura polare - racconta - ho dovuto sedermi e armarmi di santa pazienza".

Il disservizio su un regionale della prima mattinata. Ventiquattro ore più tardi e i pendolari della linea Venezia-Trieste che si schierano contro l'orario cadenzato si sarebbero trovati alle stazioni di Ceggia, San Donà di Piave, Quarto d'Altino, Marcon Porta Est e Mestre per denunciare le condizioni in cui sono costretti a viaggiare ogni giorno. Tra sovraffollamento, ritardi e carenza di corse.  Martedì, poi, secondo giorno di manifestazioni, con una marcia fino a palazzo Balbi per chiedere spiegazioni a chi di dovere da parte del comitato dei pendolari di Quarto d'Altino. Alle 14 i manifestanti si raduneranno a pochi passi dal ponte degli Scalzi, e con loro ancora una volta ci saranno i sindaci e gli amministratori di tutti i Comuni interessati.

Intanto sul web è stata lanciata una petizione per chiedere alla Regione di riconsiderare la cancellazione di quattro coppie di treni interregionali che collegano ogni giorno Venezia a Milano e viceversa.

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