Lotta all'evasione, 3 pensionati su 4 sono a favore dell'eliminazione dei contanti

Le risposte di 450 pensionati veneti iscritti al sindacato Spi Cgil propensi all’eliminazione delle banconote e delle monete a favore del bancomat e della carta di credito

Lotta all'evasione fiscale: 3 pensionati su 4 sono a favore dell'eliminazione dei contanti. Lo dice un sondaggio on line realizzato dallo Spi (Sindacato pensionati italiani) Cgil del Veneto in che ha coinvolto circa 450 pensionati veneti iscritti al sindacato. Circa il 90% degli ultrasessantacinquenni vede di buon occhio anche il carcere per chi non paga le tasse. 

L'utilizzo di carte e bancomat fra gli anziani

D’altra parte, rivela il questionario dello Spi, la stragrande maggioranza (l’89%) dei pensionati usa già abitualmente bancomat e bancoposta mentre l’8% lo utilizza sì, ma alcune volte. Non solo. Anche la carta di credito è un mezzo di pagamento molto diffuso: il 54,8% risponde di usarla regolarmente, il 17,7% qualche volta. Guardando invece a quel 17,5% di pensionati non disposti a sostituire i contanti con il pagamento digitale, per loro i timori sono vari: c’è chi dice che sarebbe troppo complicato e chi è convinto che non serva a combattere l’evasione; chi ha paura di non riuscire a capire quanto spende e chi teme le truffe telematiche.«Il risultato del sondaggio non ci sorprende affatto – commentano dallo Spi del Veneto - I pensionati hanno molta sensibilità nei confronti della legalità e della lotta all’evasione.

Chi sono gli intervistati

Il campione coinvolto è per lo più formato da persone che hanno più di 65 anni e meno di 80. Sappiamo che gli ultraottantenni sono i più restii a questo tipo di cambiamento ma è comunque chiaro che per gli anziani veneti la soppressione dei contanti non è affatto un tabù. D’altra parte, fra i nostri iscritti l’utilizzo di internet è ormai molto diffuso, quindi non ha senso descrivere il pensionato come persona che utilizza ancora il telegrafo. Lo Spi Cgil del Veneto promuove da tempo fra le sue iniziative la lotta per la legalità e, per quanto riguarda le tasse, assieme agli altri sindacati, nell’ambito della negoziazione sociale, invita i primi cittadini dei comuni veneti a siglare i cosiddetti patti antievasione che permettono alle amministrazioni locali di recuperare risorse grazie alle proprie segnalazioni.

L'appoggio

«Nei primi sei mesi del 2019 l'imponibile evaso in Italia è cresciuto del 3,8% con punte record nel nord, dove ha raggiunto il 5,1% - concludono dal sindacato -. In termini di imposte sottratte all’erario siamo nell’ordine di 181,4 miliardi di euro l’anno. Non si può andare avanti così perciò qualsiasi provvedimento, anche radicale, nella lotta all’evasione, troverà sempre il nostro sostanziale appoggio».

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