Arresti e immobili sequestrati per reati fiscali e bancarotta. Perquisizioni anche a Mirano

Operazione della guardia di finanza di Padova: al centro due coniugi residenti nel Trevigiano, indagato anche un sessantenne residente a Mirano. Erano stati costituiti dei falsi gruppi di interesse europeo

L'operazione della guardia di finanza di Padova

Ieri mattina 35 operatori della guardia di finanza di Padova hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due coniugi imprenditori (Plinio Pilotto, di 61 anni, e Arlette Zampieron, 57, residenti a Loria in provincia di Treviso), indagati, insieme ad altre cinque persone, in relazione ai reati di bancarotta fraudolenta per distrazione e sottrazione fraudolenta dal pagamento delle imposte. Perquisizioni nei confronti degli indagati e delle loro proprietà sono state eseguite in quattro province: uno degli indagati, B.Z., 60 anni, fratello dell'arrestata, è residente a Mirano, dove non risultano essere stati eseguiti sequestri. Le altre perquisizioni sono state fatte nelle province di Padova (il capoluogo, Abano Terme e Campo San Martino), Treviso (il capoluogo, Loria, Castello di Godego e Castelfranco Veneto) e Verona (il capoluogo, Villafranca e Sona).

Sequestro di soldi e beni

Sono stati sequestrati 22 immobili (quasi tutti nel Trevigiano, del valore complessivo di circa 3 milioni di euro), facenti parte di un complesso immobiliare e sottratti dalla procedura fallimentare, nonché altri 6 immobili sui quali è stato apposto il vincolo cautelare a garanzia di debiti erariali per oltre 600mila euro. Sequestrati pure 12 mila euro in contanti e un orologio Rolex.

I patrimoni nascosti

Le indagini sono state condotte nei confronti di 3 società, di cui 2 Geie (Gruppo europeo di interesse economico) di diritto maltese e una Srl operanti nel settore della costruzione di edifici residenziali. Le investigazioni hanno messo in luce un indebito utilizzo dell’istituto del Geie, composto da società di due Paesi europei che non ha scopi di lucro e che ha la finalità di consentire ai propri membri di sostenersi a vicenda nella realizzazione di progetti imprenditoriali, attraverso il quale venivano nascosti i patrimoni dalle procedure concorsuali e/o di recupero erariale.

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Conti correnti

In questo modo il gruppo criminale aveva conferito all'istituto i 22 immobili (ora sequestrati) della società Z Srl nel frattempo fallita. Il Geie A., a seguito di un'ispezione dell’Agenzia delle entrate, li aveva poi trasferiti a sua volta a Geie E. I due dominus del sistema fraudolento si sono avvalsi di altri 5 persone, 3 delle quali legate da vincoli di parentela, che collaboravano nella gestione del patrimonio immobiliare sottratto alle procedure di recupero. Analizzando i contratti e i conti correnti è stato appurato che gli indagati avevano, in buona sostanza, ceduto solo formalmente i beni a due Geie e a colui che ne era formalmente l’amministratore, mentre in realtà continuavano ad avere un potere di ampia gestione diretta del patrimonio immobiliare e anche dei relativi proventi derivanti dal loro sfruttamento economico.

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