Una petizione per accendere l'attenzione sul moto ondoso

Non solo grandi navi, anche il persistente traffico acqueo rischierebbe di rovinare le fondamenta delle case che si affacciano sui rii

Il tema delle grandi navi non è l'unico problema per quanto riguarda il traffico acqueo di Venezia. Quasi 600 persone infatti, in poche ore si sono ritrovate a firmare una petizione per chiedere al sindaco di porre rimedio alla situazione del moto ondoso in rio di Noale. La petizione, raggiungibile dal sito change.org, ricorda come quotidianamente le fondamenta delle abitazioni che si affacciano sui rii siano minacciate dal traffico acqueo presente nei canali di Venezia.

Il moto ondoso è anche una naturale conseguenza dell'annoso problema del sovraffollamento turistico di Venezia. Più visitatori significa inevitabilmente più traffico e, come dichiarato dagli organizzatori della petizione, "si può solo constatare impotenti all'assenza di controlli sulla velocità e sulle dimensioni dei mezzi che percorrono i rii".

"Mi muovo spesso a remi per lavoro e per piacere - ha dichiarato Federico, lavoratore "a remi" di Venezia -, il moto ondoso creato da taxi e brube vari non solo rovina le fondamenta ma anche è pericoloso per chi sceglie di andare lento, come si è sempre fatto fino a 50 anni fa. Il problema è che anche le forze dell'ordine che dovrebbero vigilare spesso vanno ad una velocità decisamente superiore ai 5 km/h. Il problema è diffuso". L'obiettivo della petizione da presentare poi al sindaco Luigi Brugnaro è quello di raggiungere le 1000 firme, traguardo che è sempre più vicino.

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