«Servirebbe uno tsunami per spazzare via tutta la cocaina da Chioggia»

Undici abitanti ogni 10mila fanno uso di droga. L'abuso di stupefacenti è una delle cause principali dell'alto tasso di violenze domestiche in città

«Servirebbe uno tsunami per spazzare via tutta la cocaina da Chioggia». Da una testimonianza come questa, come ha spiegato il comandante della compagnia dei carabinieri clodiense Francesco Barone, è partita la fitta rete di indagini che ha permesso ai militari dell'Arma di stringere le manette ai polsi a 25 persone per spaccio in concorso di stupefacenti. Di queste, 18 sono state portate in carcere, 5 ristrette ai domiciliari, mentre per altri 2 è scattato il divieto di dimora.

La droga a Chioggia

Una vera e propria piaga quella del consumo di stupefacenti nella cittadina veneziana, come ha ricordato il comandante provinciale dei carabinieri di Venezia Mosè De Luchi: se a Venezia i dati del SerD dimostrano come 4,2 persone ogni 10mila abitanti facciano uso di droga, a Chioggia il numero cresce vertiginosamente: «Il consumo di stupefacente - ha spiegato il colonnello - in base ai dati forniti dall'Ulss 3, si attesta su 11,7 casi ogni 10mila abitanti». Quasi il triplo, insomma. L'abuso di droga, associato a quello di alcol, è una delle cause principali dell'alto tasso di violenza domestica registrato in città. «I tossicodipendenti - ha spiegato Barone - tornano a casa e picchiano moglie e figli, spesso estorcono denaro ai genitori per acquistare altra droga». Sarebbero almeno una ventina i casi di violenza domestica associati all'abuso di sostanze venuti a galla solo nel corso delle indagini. 

Dati del SerD-2

Piccolo cartello della droga

È in questo "terreno fertile" che negli ultimi anni si è venuto a creare un piccolo cartello della droga, gestito per lo più da residenti in città, almeno 25, la maggior parte dei quali incensurati. Al vertice si contano due o tre nuclei, che gestivano rifornimento e spaccio. Conducevano di fatto un business di tipo familiare. Tra gli indagati ci sono persone dai 20 anni fino agli ultracinquantenni, spesso legati da vincoli di parentela; ci sono il padre e il figlio, ma anche i fratelli. Almeno tre, in questo quadro, sono le donne che hanno preso parte alla gestione di una macchina molto fruttuosa. Il volume del traffico stimato, infatti, si assesta su 70 chili di cocaina, 150 di marijuana e 30 di hashish.

«Senza di noi a Chioggia non si sniffa»

Il giro d'affari più consistente era quello legato allo spaccio di cocaina, ma gli indagati «spacciavano anche marijuana e hashish per saturare il mercato». I militari parlano di una sorta di cartello, perché le due o tre cellule più grosse non erano in conflitto e si spartivano in modo organizzato la piazza di spaccio. Mettendo in piedi un vero e proprio monopolio della droga. Alcuni degli indagati hanno infatti confermato ai militari che «senza di noi, a Chioggia non si sniffa più».

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