Avanti con il piano per "tamponare" più persone possibili

La Regione intende individuare e isolare gli asintomatici positivi a coronavirus. Si procede "per cerchi concentrici", grande attenzione agli operatori delle case di riposo

C'è un nuovo piano anti-coronavirus approntato della Regione in collaborazione con l'università di Padova. Zaia ha ribadito che l'intenzione è «andare a caccia dei positivi asintomatici e dei sintomatici lievi». «Ogni asintomatico può contagiare 10 persone - ha detto - e più asintomatici troviamo e isoliamo, più combattiamo la diffusione del virus. I 65 mila tamponi già fatti in Veneto dimostrano che è la strada giusta e la percorreremo fino in fondo». Il piano, secondo l'assessore Lanzarin, «si concentra prioritariamente sulle categorie più esposte, come i lavoratori della sanità e le 30 mila persone tra operatori e assistiti che compongono il mondo delle case di riposo che, dopo gli ospedali, sono le strutture più esposte a rischi». Da notare che al momento ci sono 15.736 persone in isolamento domiciliare.

«Si tratta di trovare e isolare i trasmissori inconsapevoli - ha chiarito il professor Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia dell'azienda ospedaliera di Padova - partendo dal caso positivo e allargando l’indagine per cerchi concentrici, verso la famiglia, il condominio di residenza, il luogo di lavoro e via allargando il cerchio. Inizialmente ci aspettiamo un aumento dei casi positivi. Più casi positivi troviamo e isoliamo, meno si ammaleranno, e di conseguenza potranno calare i ricoveri e il ricorso alla terapia intensiva. Quello che si chiama punto di flessione, che ci darà la misura degli effetti ottenuti, si avrà tra un po’ di tempo, quando ci si attende un calo contemporaneo sia dei positivi che dei ricoverati».

I primi soggetti  da sottoporre a verifica saranno i contatti di caso famigliari, lavorativi, sociali/occasionali e anche medici e operatori del sistema sanitario, oltre che delle farmacie e delle strutture per non autosufficienti con criterio di contatto e di geolocalizzazione.

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  • soggetti potenzialmente collegati ad un cluster o comunque esposti a contagio (contatti famigliari, lavorativi o sociali/occasionali di casi sospetti o confermati) che sono stati o possono essere stati a contatto con un caso confermato o probabile di COVID-19, focalizzando la ricerca degli stessi con particolare attenzione alle 48 ore precedenti l'insorgenza dei sintomi fino al momento della diagnosi e dell'isolamento del caso;
  • dipendenti del SSR, MMG, PLS e Farmacisti, operatori delle Strutture per non autosufficienti
  • alcune categorie di lavoratori dei “Servizi Essenziali” con priorità verso quelli con maggiore contatto con la popolazione generale, iniziando pertanto con gli “Addetti” alle casse dei centri commerciali, Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine, con possibilità di ampliamento al variare dello scenario epidemiologico.

Nel Veneto sono stati individuati 14 laboratori per la diagnostica: nell'Ulss 3 è il laboratorio di microbiologia a Mestre.

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