Attività commerciali tradizionali di San Marco a rischio: le istituzioni fanno quadrato

Con la scadenza a breve delle concessioni sugli edifici alcune attività corrono il pericolo di venir scalzate da esercizi di scarso valore. L'interrogazione della Lega per conservarle

Foto: Associazione Piazza San Marco e istituzioni

Passeggiando in piazza San Marco, sotto i portici, al posto di ammirare le storiche vetrine di Nardi, Salviati, Martinuzzi e perfino del caffè Florian, potremmo vedere insediate attività di scarso valore, visto l'imminente scadere delle concessioni sugli stabili dove queste imprese tradizionali hanno sede, nel giro di uno o due anni al massimo. La preoccupazione ha fatto reagire i negozianti che, facendo gruppo nell'associazione Piazza San Marco, hanno fatto sentire la propria voce, ottenendo un importante risultato a livello istituzionale.

Regolamento

«Quello che ci preme sottolineare - dice durante il dibattito pubblico in piazza mercoledì Claudio Vernier, presidente dell'associazione - è che ci devono essere delle regole per attribuire i locali, che vanno oltre il criterio puramente economico, e che valutano la storicità, la peculiarità delle aziende, nel rispetto della liberalizzazione. Attività come le gioiellerie Nardi e Giordan, i merletti Martinuzzi, il vetro di Salviati, il caffè Florian, la pelletteria Longchamp, la galleria d'arte Ravagnan, e altre, magari solo parzialmente in concessione, sono spesso imprese a origine famigliare, e al loro interno arredi e superfici hanno un pregio e un valore museale intrinseco, non quantificabile. Distruggerli vorrebbe dire portare via pezzi di storia veneziana».

L'interrogazione

Dopo l’appello dell'associazione Piazza San Marco è stata presentata dal gruppo Liga Veneta – Lega Nord del Consiglio regionale del Veneto, un’interrogazione al governo che riguarda le attività del capoluogo veneto, dal titolo «Venezia, Piazza San Marco e attività storiche: tutelare il patrimonio storico-architettonico Unesco da attività di scarso valore». All'appello ha risposto anche la giunta comunale Brugnaro, con il vicesindaco Luciana Colle e l’assessore Michele Zuin, che ora intende istituire un tavolo assieme a Regione e Soprintendenza per discutere la proposta di prorogare le concessioni alle botteghe in scadenza per tutelarle.

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I negozi

«La tutela dei negozi storici di piazza San Marco in scadenza di concessione non si deve interpretare quale difesa di una rendita di posizione precostituita - spiega Alberto Nardi della gioielleria Nardi -, bensì quale volontà di preservare un tessuto commerciale locale che orgogliosamente possiamo definire veneziano. In definitiva preservarlo significa preservare la nostra identità di cittadini di questa unica e meravigliosa città». «La mia famiglia è presente a piazza San Marco da 74 anni. L’unicità, l’esclusività e fragilità di questo luogo e degli esercizi commerciali che ne fanno parte sono componenti che abbiamo difeso da sempre e continueremo a difendere per sempre - dice Setrak Tokatzian della Gioielleria Tokatzian -. La mia famiglia e io chiediamo che tutti gli esercizi storici che contraddistinguono questo luogo unico al mondo vengano tutelati e sostenuti per permettere di continuare a preservare le peculiarità uniche di questo gioiello, patrimonio dell’umanità».

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Le istituzioni

«Piazza San Marco, con le sue Procuratie e i locali e negozi che attirano turisti e rendono inconfondibili il panorama del centro storico veneziano - dice Nicola Finco della Lega - costituiscono un patrimonio che tutta l’umanità dovrebbe tutelare. Eppure, la scadenza delle concessioni di alcuni beni immobili demaniali situati in piazza San Marco mette a rischio l’esistenza di questi storici esercizi e ci pone di fronte all’obbligo di preservare questo ambiente dall’eventuale arrivo di attività che possano portare degrado in un luogo unico al mondo. Non possiamo permetterlo. Mi rivolgo direttamente alla giunta regionale, chiedendo che si attivi presso il Comune di Venezia, l’agenzia del Demanio, la Soprintendenza e il governo affinché venga adottato un regolamento per la tutela di piazza San Marco e perché sia valutata una eventuale proroga delle concessioni commerciali. E questo per tutelare il decoro di una città ammirata da tutti, un luogo unico al mondo che è nostro dovere proteggere». «In accordo con la Regione - affermano Colle e Zuin - abbiamo bloccato l'apertura di esercizi di take-away nell'intera città antica. Siamo pronti, se necessario, a un nuovo più stringente ma anche rapido intervento, ancora una volta insieme la giunta comunale di Brugnaro e la giunta regionale di Zaia».
 

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