Sessantenne denuncia il marito: "Mi picchia e minaccia da 30 anni"

Una spirale di violenza infinita, botte e vessazioni anche davanti ai figli e ai nipoti, anche con l'intimidazione costante di un coltello puntato alla gola

"Quando ti troverò da sola, ti ucciderò". Violenze e soprusi avevano raggiunto l'apice, fino a mettere a repentaglio la stessa vita di una sessantenne di Portogruaro che dopo trent'anni di continue vessazioni e di pestaggi forse ora potrà vivere fuori dall'incubo. Ha dovuto quasi toccare il fondo per vedere finalmente le manette ai polsi del marito, che più che un compagno in questi anni si sarebbe dimostrato più che altro un orco. Un dittatore. Un violento.

Fin da subito dopo il matrimonio, infatti, la malcapitata, una persona molto stimata nella città del Lemene, era piombata in una routine di quotidiana violenza, che a quanto pare con il passare gli anni non si è sopita. Botte, addirittura coltelli alla gola per far capire che come sempre non si scherzava, insulti, umiliazioni. Il tutto davanti ai figli e poi ai nipoti. Perpetrati da un uomo all'apparenza distinto e dai modi cordiali, ma non appena ci si ritrovava nella sfera intima ripartiva il solito oscuro ritornello. Fino a quando la signora nel febbraio scorso non è stata ricoverata in ospedale, senza alcun aiuto naturalmente dal coniuge: nessuna visita da parte sua, nemmeno per portarle un cambio. Da lì è scattata la molla decisiva: la donna ha capito che quello che aveva subito in questi anni poteva anche non essere la normalità. Si poteva vivere anche senza essere "schiave" di qualcuno. Quindi la decisione di chiedere aiuto ad alcuni parenti, affidandosi a un avvocato per separarsi dal marito violento, il quale in quella fase si è fatto molto più determinato. Ha cercato dappertutto la sua vittima, finché non l'ha trovata nel suo "rifugio". Dopodiché ha iniziato a pedinarla e a seguirla, distruggendole pure l'auto parcheggiata nei pressi dell'ospedale di Portogruaro. La minaccia era sempre la stessa: "Quando ti troverò da sola, ti ucciderò".

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L'uomo effettivamente è andato vicino al proprio obiettivo in effetti: domenica mattina la donna a raggiunto la sede della compagnia dei carabinieri di Portogruaro chiedendo aiuto. Raccontando i tre decenni di incubo in cui era piombata: per tutelarla, una volta uscita dalla caserma, le era stata assegnata una specie di "scorta". Il violento poteva trovarsi nei paraggi. Poteva averla pedinata. I militari ci avevano visto giusto: verso le 13.30 la donna è stata subito aggredita dal marito, bloccato da due militari in borghese. L’uomo veva con sé un tagliente coltello a scatti. Disarmato, è stato immediatamente arrestato per maltrattamentiin famiglia, atti persecutori, resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di armi e danneggiamento. Da quel momento, forse, per la sessantenne vittima di soprusi è iniziata una vita "normale".

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