Violento nubifragio su Venezia e Mestre: pioggia, vento e grandine

Dopo le temperature africane dell'anticiclone "Scipione", tutta la provincia è stata interessata da una violentissima perturbazione. Vigili del fuoco in azione per allagamenti e richieste d'aiuto

La bufera su Mestre (Twitter)

Scipione se n'è andato con le sue temperature africane. Al suo posto, però, nel Veneziano è arrivato un violento nubifragio che ha seminato grandine e raffiche di vento impetuose (alcune hanno raggiunto anche i 120 chilometri orari) per tutto il territorio, per una ventina di minuti. La perturbazione ha interessato prima la terraferma, colpendo un po' ovunque, per poi, verso le 14.40, raggiungere anche il centro storico, anche se sembrerebbe che sia stato in gran parte graziato.

Non poca la preoccupazione tra i residenti, dopo la tromba d'aria che ha devastato le isole della Laguna di Venezia il 12 giugno scorso. I vigili del fuoco sono impegnati a mettere in sicurezza un'area di Olmo di Martellago, in via Dosa, dove è "volato" via il tetto di un'azienda, Galvanica, di grandi proporzioni ed è finito sulla sede stradale. Controlli (più che altro preventivi) anche per il fatto che all'interno della struttura sarebbero presenti delle vasche con degli acidi. Esprimono il loro abbattimento i titolari e i dipendenti, poiché la loro attività dovrà probabilmente fermarsi per qualche giorno, in attesa della sistemazione e messa in sicurezza dello stabile scoperchiato.

Segnalati sottopassi allagati in provincia (soprattutto a Mirano, in zona stazione) e problemi ai piani più bassi della abitazioni a Scorzé, Salzano, Mirano, Marcon, Marghera, Zelarino e Mestre, dove è stato sospeso il servizio del tram. Le raffiche impetuose nel centro mestrino hanno ribaltato cassonetti e fatto volare cartelli stradali, mentre si sono registrati anche dei temporanei blackout. Corso del Popolo in pochi minuti si è trasfarmato in un piccolo "torrente", e la viabilità è andata in tilt. Cittadini preoccupati di fronte al nero ammasso di nubi che a forte velocità si stava portando su Venezia. Alcuni cornicioni sono caduti in centro a Mestre e a Martellago.

Secondo la Nuova Venezia, avrebbe, poi, riportato forti danni anche una palestra a Sant’Angelo di Sala, scoperchiata dalle forti raffiche di vento. A San Giuliano, lungo il canale di San Secondo, una volante lagunare della questura sarebbe inoltre intervenuta per soccorrere un’imbarcazione che aveva il motore in avaria. A bordo vi erano anche due bambini impauriti e infreddoliti: sani e salvi, sono stati tutti portati a Santa Chiara. Fuga dalla spiaggia per i bagnanti del Lido.

Il nubifragio pare abbia avuto origine da una cella temporalesca che si è isolata nel vicentino e che, dopo aver attraversato Vicenza e la zona nord della provincia di Padova, ha colpito anche alcuni Comuni della provincia di Venezia.

Un primo monitoraggio del territorio veneziano di terraferma ha fatto, inoltre, registrare alcune cadute di alberi in via Manuzio, riviera Miani, via Sabbadino, cavalcavia di Trivignano. Scesi anche rami, ramaglie e fogliame in molte parti di Mestre nord. Le situazioni di allagamento stradale più critiche sono attorno a via Gobbi, via Azalee, via Rododendri, via Felci e via Cerva.

Forte impatto per la caduta di un albero anche nella linea ferroviaria Udine - Venezia, tra Marocco e Mogliano, che ha costretto a bloccare la circolazione per adottare misure di sicurezza. Quattro treni regionali hanno avuto, per questo motivo, dei forti ritardi, il peggiore dei quali di 50 minuti. Stesso copione anche sull'altra linea ferroviaria che collega il Veneto al Friuli Venezia Giulia, la Venezia-Trieste, nei pressi della stazione di Mestre Carpenedo, dove la caduta di rami abbattuti dal vento ha costretto un convoglio locale a rallentare, ma non ha tuttavia creato disagi alla viabilità.

Ed è ancora un albero l'"arma di distruzione" usata dal nubrifagio di poche ore fa: in viale San Marco due auto (pare una Fiat Punto e un Range Rover) sono state danneggiate proprio per la caduta di un arbusto.

Centinaia le chiamate ai centralini dei vigili del fuoco di Mestre, Mira e Mirano (alle 16.30 le chiamate erano già a quota 105), tuttavia non sono stati segnalati, per il momento, feriti.

Stanno concludendosi gli interventi di messa in sicurezza della viabilità, le situazioni di pericolo per la pubblica incolumità sembrano ormai esser state rimosse. Alcune squadre dell'Enel sono impegnate a ripristinare la corrente elettrica, in tutte quelle zone (comunque limitate) in cui si sono verificati dei blackout.


Mestre: Corso del Popolo diventa un fiume

 

I DANNI RILEVATI DA COLDIRETTI

Secondo un monitoraggio della Coldiretti, il vento e la grandine che si sono abbattuti nelle campagne del Veneto hanno distrutto le coltivazioni di mais, frumento, ortaggi e divelto frutteti, pioppeti e altre piante, facendo salire a milioni di euro i danni provocati dal maltempo al Nord. La grandine - sottolinea in particolare la Coldiretti - "è la più temuta dagli agricoltori in questa fase stagionale per i danni irreversibili che provoca alle coltivazioni in piena produzione".

Secondo l'organizzazione agricola, l'andamento climatico di questi giorni conferma l'anomalia di un 2012 segnato da neve, siccità pioggia, caldo ed ora temporali e grandine che hanno messo a dura prova le campagne. Una situazione frutto dei cambiamenti climatici in atto che - conclude la Coldiretti - si manifestano in Italia con una maggiore frequenza. A causa di tali cambiamenti ci si trova di fronte ad eventi estremi, sfasamenti stagionali e a una modificazione della distribuzione delle piogge.

 

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