«Playa punta canna, vergogna senza fine»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Non ci fa certo piacere dover tornare a parlare di un simile elemento, ma abbiamo appreso dagli organi di informazione sul web l’ennesimo, increscioso episodio di razzismo fascista che ha albergato nei giorni di ferragosto alla Playa Punta Canna di Sottomarina. Il residuato Gianni Scarpa – non conosciamo se a titolo di bagnino, ospite, gestore o socio occulto – ha insolentito via megafono e altoparlanti una giovane padovana, nata in Italia, “colpevole” solo di avere la pelle di colore scuro, ereditata dai genitori africani che anni fa si sono costruiti una vita migliore lavorando in questo Paese. Tanto prolungate e fastidiose le incredibile molestie pubblicamente ricevute, che la ragazza ha inteso uscire dallo stabilimento assieme all’amica che l’accompagnava, e contattare i Carabinieri della compagnia di Chioggia. I militari, una volta arrivati in loco, hanno sporto denuncia contro Scarpa per violenza privata aggravata dalla discriminante razziale, da ingiuria e da apologia del fascismo.

Il comitato ANPI di Chioggia li ringrazia per l’alta sensibilità dimostrata a difesa di leggi e valori che regolano l’umana, civile convivenza, e che non rendono Chioggia e Sottomarina zone franche, nonostante lo stabilimento in questione sia frequentato quasi esclusivamente da non residenti. Non bastava quindi tornare alle cronache nazionali per l’idea sessista di aprire la prima “spiaggia di tolleranza” secondo i disegni di un governo già in crisi, oppure enunciare sempre dall’altoparlante l’odio verso i disturbatori al grido di «gli sparo nella testa e poi lo seppellisco» (cfr. https://youtu.be/_FGWTZvc010): ora questo individuo pericoloso per sé e per gli altri insiste nell’ostentare il suo fascismo intestinale andando contro a tutto ciò che sta scritto nella Costituzione italiana nata dalla Resistenza.

Il comitato ANPI di Chioggia torna a chiedere verifiche sul reale grado di coinvolgimento di Gianni Scarpa nella titolarità della concessione demaniale di Punta Canna. Se egli figura in qualche modo come “socio occulto”, il comitato ANPI di Chioggia chiede con forza la revoca di detta concessione alla società che impunemente lo annovera al suo interno. Se invece dovesse essere appurato che Scarpa viene impiegato nella spiaggia quale dipendente, il comitato ANPI di Chioggia è fermo nella richiesta di licenziamento in tronco del suddetto, al quale evidentemente non è stato dato corso dopo l’annuncio apparso lo scorso 7 ottobre 2017 nei quotidiani regionali (cfr. https://www.cislveneto.it/Rassegna-stampa-Veneto/Licenziato-il-gestore-di-Punta-Canna.-Scaduto-il-contratto-stagionale-la-Summertime-ha-scritto-a-Gianni-Scarpa-che-non-gli-verra-piu-rinnovato). «Gianni non sarà più un nostro dipendente», sta scritto nella dichiarazione di Davide delle Donne, uno dei titolari di Summertime: cos’è, allora? Come mai Scarpa ha in uso il megafono e gli altoparlanti interni? Perché figura ancora in spiaggia? Cosa bisogna aspettare per rimuoverlo, garantendogli un futuro di miseria e oblio, se non il soggiorno nelle prigioni dello Stato per la sfilza di reati commessi? Ci aspettiamo dalle organizzazioni di categoria una ferma presa di posizione contro questa persona, anche a tutela dei tantissimi stabilimenti balneari dove si rispettano leggi e persone.

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