Via al referendum dei Comunali, si alza lo scontro. Brugnaro: "Atteggiamenti arroganti"

Per quattro giorni i sindacati chiedono ai lavoratori il proprio parere sul contratto decentrato firmato dalla Cisl: "Il sindaco se ne faccia una ragione, il Comune non è casa sua"

Com'era lecito aspettarsi il livello dello scontro tra sindacati e amministrazione comunale si è alzato ulteriomente di livello il giorno di apertura delle "urne" riguardanti il referendum sul contratto decentrato. Se il sindaco Luigi Brugnaro bolla l'iniziativa come "un atteggiamento di forte arroganza, a tratti intimidatorio", gli organizzatori tacciano il titolare di Ca' Farsetti di voler limitare "lo spazio della democrazia", puntando il dito contro la mancata concessione di luoghi ad hoc in corrispondenza del palazzo comunale e della Carbonifera, dove i banchetti sono stati posizionati in parcheggio e in fondamenta.  

I DETTAGLI SUL REFERENDUM

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"Quattro giorni di referendum, nessuna regola chiara sulle modalità di voto, banchetti non autorizzati, seggi volanti e rappresentanti sindacali in permesso retribuito che girano ufficio per ufficio chiedendo il voto personale a ciascun dipendente - attacca Brugnaro - questo lo scenario di quella che viene definita un 'libera scelta democratica'. A me, personalmente, ricorda tanto momenti bui della nostra Repubblica. Chi si farà garante della regolarità del voto?". E' bastato attendere qualche ora ed è giunta la controreplica, piccata, dei rappresentanti di Cgil, Uil, Csa, Diccap e Cobas, oltre alle Rsu: "Quanto dichiarato dal primo cittadino è vergognoso e offensivo - affermano - anche nei confronti dei dipendenti che lui si ostina a ringraziare pur delegittimando e ridicolizzando il loro diritto ad esprimere un giudizio sul decentrato truffa che ha imposto loro con la firma di una sola sigla sindacale. Siamo sconcertati di come tiri in ballo i ‘momenti bui della nostra Repubblica’ quando è il primo a non accettare l’idea del referendum e quando si rifiuta di accettare il fatto che i rappresentanti sindacali hanno permessi retribuiti sanciti dallo statuto dei lavoratori".

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I sindacati tirano in ballo la condanna del giudice del Lavoro nei confronti del Comune per comportamento antisindacale riguardo lo sciopero degli ispettori del Casinò, e l'apertura di un fascicolo da parte della Corte dei conti per il capitolo "idee vincenti": "Il sindaco ha paura", dichiarano. Il dialogo tra le parti appare impossibile: "Quanto ancora si pensa di prendere in giro i dipendenti comunali? - commenta Brugnaro - In queste settimane stanno continuando a circolare false informazioni. Qualcuno ha persino sostenuto che il nuovo integrativo non tuteli la malattia del dipendente. E' una bugia. Qualcun'altro, pur di avere visibilità personale e mediatica, si ingegna di fare ricorso alla Corte dei Conti in modo pretestuoso, contro un istituto nuovo come le “idee vincenti”, al quale hanno aderito 700 dipendenti. Così non è fare sindacato, ma è fare politica, strumentalizzando i lavoratori del Comune di Venezia. Che questi sindacalisti rinuncino al loro ruolo, si tolgano la maschera e si candidino alle elezioni. Il sindacato - ha concluso il primo cittadino - dovrebbe fare trattativa, sedersi al tavolo e discutere. Al Comune di Venezia, invece, fatta eccezione per la Cisl, che ha accettato il confronto, non c'è alcuna proposta se non il “6 politico” per tutti, con premi a pioggia per l'intero comparto. L'abbiamo scritto nel nostro programma elettorale: l'obiettivo è riconoscere il merito, l'impegno, la dedizione per il proprio lavoro". Parole cui controbattono i rappresentanti dei lavoratori: "Brugnaro se ne faccia una ragione - concludono - il Comune non è casa sua". 
 

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