Abusivi, lotta impossibile: "Fatica sprecata, multe non pagate e rifornimenti continui"

"Sfogo" del comandante della polizia locale, Marco Agostini, durante un incontro con i consiglieri comunali: "Un verbale ci costa tra 150 e 200 euro, soldi che non vedremo mai"

Se non è fatica sprecata, poco ci manca. Le pattuglie della polizia locale sono costantemente impegnate nel contrasto al commercio abusivo a Venezia, ma la sensazione è che il gioco non valga la candela. "Possiamo anche corrergli dietro, ma poi? - si domanda il comandante Marco Agostini, lunedì a palazzo Papadopoli per il sopralluogo alla centrale operativa - I sequestri non causano alcun danno a queste persone. Il valore di un dardo luminoso è 5 centesimi al mercato all'ingrosso a Padova, 25 centesimi nel negozio in via Cappuccina. Loro lo vendono a 5 euro e ne hanno in mano 10. Per rifarsi di un sequestro gli basta venderne non uno, ma mezzo".

"Soldi buttati"

Il capitolo multe è ancora più sconfortante. "Inutile irrorare sanzioni amministrative che non vengono pagate - ricorda Agostini - Abbiamo quasi 50 milioni di euro sul fondo rischi, ma quelle contravvenzioni sono soldi che non vedremo mai". E il peggio è che staccare i verbali è un costo per l'amministrazione: "Tra i 150 e i 200 euro l'uno, se si considera tutta la procedura - specifica il dirigente - Che comprende verifica, archiviazione, tentativi di riscossione, eccetera. Sono soldi buttati via per niente".

"Cambiare sistema"

Che altro si può fare? Poco o nulla, pare. "Sappiamo tutto di loro - riferisce Agostini - Sono in maggioranza di nazionalità cingalese, con permesso di soggiorno per motivi umanitari perché nel loro Paese c'è la guerra civile. Non si può espellerli. Vendendo articoli in modo illegale non commettono un reato, ma soltanto un'infrazione amministrativa". E le conseguenze, per legge, sono appunto sequestro e multa. Insomma, conclude il comandante, "per arrivare all'effettività della sanzione amministrativa servono nuovi strumenti". L'appello viene lanciato al legislatore, per permettere agli agenti di costituire un effettivo deterrente per chi continua imperterrito a scorrazzare per il salotto buono della città con dardi luminosi o rose.

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