Polizia postale, un anno di attività contro la criminalità informatica

E per la prevenzione e il contrasto attraverso campagne sui rischi e pericoli connessi all’utilizzo di internet rivolte soprattutto ai giovani, anche nel Veneziano

Polizia postale, archivio

La diffusione di Internet, di smartphones e tablets tra i minori, sono elementi che agevolano le forme di aggressione in rete verso l’infanzia e l’adolescenza, con un incremento di reati che vedono coinvolti i minori online, quali la pornografia minorile e il cyberbullismo, ma anche della diffusione di altre forme di aggressione nei loro confronti, come le condotte autolesioniste, le challenges (sfide come Blue Whale, Binge Drinking). La prevenzione e il contrasto della criminalità informatica sono state al primo posto fra le azioni degli agenti della polizia postale, anche del compartimento di Venezia.

Tana della luna

Tra le attività più importanti coordinate dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online, Cncpo, congiuntamente ai compartimenti della polizia postale di Pescara, Torino, Venezia, Udine e Catania, nell’anno in corso, c'è quella chiamata Tana della luna. L’indagine è stata avviata dal compartimento polizia postale di Catania a seguito della denuncia della madre di un minore che ha scoperto, all’interno del telefono cellulare del figlio, un video di natura pedopornografica. Dall’analisi informatica dell’apparecchio telefonico è risultata, all’interno di un’applicazione di messaggistica istantanea, la presenza di due gruppi di utenti, uno dei quali denominato “Tana della luna”, da cui trae spunto il nome dell’operazione. Al termine dell’indagine sono stati eseguiti sul territorio nazionale 51 decreti di perquisizione personali e domiciliari. L’attività si è conclusa con 51 denunciati.

Messaggi

Nell’ambito di un’altra attività coordinata dal Cncpo e condotta dal compartimento polizia postale di Venezia, su segnalazione della polizia canadese, sono state sviluppate tracce informatiche riconducibili a cittadini italiani indiziati per i reati di divulgazione e detenzione di materiale pedopornografico, perpetrati in rete attraverso il servizio di messaggistica istantanea “Kik”. La procura della Repubblica di Venezia ha, pertanto, emesso 10 decreti di perquisizione personale e domiciliare nei confronti di altrettanti utenti italiani. Nel corso della perquisizione informatica nei confronti di un arrestato è emerso materiale autoprodotto ai danni di tre minori italiani. L’attività si è conclusa con 8 denunciati e 2 arrestati.

Reati contro la persona

Dal mese di gennaio ad oggi, sono state indagate 288 persone, per aver commesso estorsioni a sfondo sessuale, stalking, molestie e minacce sui social network. Risultano in costante aumento le diffamazioni on line, soprattutto ai danni di persone che ricoprono incarichi istituzionali o comunque conosciute dal grande pubblico: 2426 i casi trattati e 738 le persone indagate. Sono stati segnalati 514 casi di ricatto on line dall’inizio dell’anno. Una particolare rilevanza ha assunto l’attività di contrasto al revenge porn, un fenomeno in continua crescita, per il quale sono 24 le persone indagate. Purtroppo i dati non rispecchiano la gravità e l’estensione del fenomeno, a causa della ritrosia a denunciare di molte persone. Grande impegno è stato profuso al contrasto dei reati d’incitamento all’odio: sono oltre 2000 gli spazi virtuali monitorati nel 2019 per condotte discriminatorie di genere, antisemite, xenofobe e di estrema destra.

Truffe

Si registra la continua crescita delle truffe on line: nel 2019 sono state ricevute e trattate oltre 196 mila segnalazioni che hanno consentito di indagare 3620 persone. Sempre più sofisticate sono state le condotte fraudolente commesse sulle piattaforme di e-commerce. Sono aumentate le cosiddette truffe romantiche, che vedono come vittime delle donne di età compresa tra i 40 e i 60 anni, circuite da uomini conosciuti in rete e indotte con stratagemmi sentimentali a versare ingenti somme di denaro a truffatori senza scrupoli. Si è evidenziato un significativo aumento del fenomeno delle truffe legate al trading online: molti utenti della rete, allettati dalla prospettiva di facili guadagni derivanti da investimenti sicuri, sono caduti nella rete di abili truffatori e finti intermediari finanziari investendo centinaia di migliaia di euro.

Cyber Crime

Il Cnaipic (Centro Nazionale Anticrimine Informatico nell’ambito del complessivo Sistema Informativo Nazionale per il Contrasto al Cyber Crime) ha portato a termine una delle più articolate attività di indagine nel contrasto agli attacchi cibernetici verso banche dati istituzionali. Centinaia di credenziali di accesso a dati sensibili, migliaia di informazioni private contenute in archivi informatici della pubblica amministrazione relativi a posizioni anagrafiche, contributive, di previdenza sociale e dati amministrativi appartenenti a migliaia di cittadini e imprese del nostro Paese venivano massivamente sottratte da un pericoloso gruppo criminale. Questo è stato scoperto dagli investigatori specializzati del servizio polizia postale e delle comunicazioni, che hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e proceduto a eseguire 6 decreti di perquisizione sul territorio nazionale. I numerosi indizi raccolti durante le indagini indicano il capo del “sistema” come il principale responsabile di ripetuti attacchi ai sistemi informatici di numerose amministrazioni centrali e periferiche italiane, attraverso i quali sarebbe riuscito a intercettare illecitamente centinaia di credenziali di autenticazione. Il Cnaipic si è avvalso della collaborazione dei compartimenti di Roma, Milano, Napoli, Venezia, Genova e della sezione di Imperia.

Prevenzione

La polizia postale e delle comunicazioni è impegnata, ormai da diversi anni, in campagne di sensibilizzazione e prevenzione sui rischi e pericoli connessi all’utilizzo della rete internet, rivolte soprattutto alle giovani generazioni. Si evidenzia la settima edizione della campagna itinerante della “Una Vita da Social”, grazie alla quale sino ad oggi sono stati incontrati oltre 2 milioni di studenti, 220.000 genitori, 125.000 insegnanti per un totale di 17.000 istituti scolastici e 300 città italiane, si evidenziano le tre tappe in Veneto: Padova, Treviso e San Donà di Piave. Un progetto dinamico, innovativo, che si avvicina alle nuove generazioni evidenziando sia le opportunità del web che i rischi di cadere nelle tante trappole dei predatori della rete, confezionando un vero e proprio “manuale d’uso”, finalizzato ad evitare il dilagante fenomeno del cyberbullismo e tutte quelle forme di uso distorto della rete in generale e dei social network. Nel corso dell’anno sono stati realizzati incontri educativi su tutto il territorio nazionale raggiungendo oltre 300 mila studenti e circa 3000 Istituti scolastici, di cui oltre 18 mila studenti nel Veneto.

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Commissariato online

Il portale è divenuto il punto di riferimento specializzato per chi cerca informazioni, consigli, suggerimenti di carattere generale, o vuole scaricare modulistica e presentare denunce. Uno strumento agevole che consente al cittadino, da casa, dal posto di lavoro o da qualsiasi luogo si desideri, di entrare nel portale ed usufruire dei medesimi servizi di segnalazione, informazione e collaborazione che la polizia postale e delle comunicazioni quotidianamente offre agli utenti del web. Di particolare importanza le denunce e le segnalazioni giunte anche sul sito per i reati di cyberbullismo, perpetrati soprattutto in ambito scolastico da parte di studenti nei confronti di compagni e attraverso i social media, con atti denigratori e diffamatori nei confronti delle giovani vittime. Alcune attività sono sfociate nell’emissione da parte dei questori di provvedimenti di ammonimento anche al fine di responsabilizzare minori autori del reato.

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