Portogruaro: ditta di riciclo faceva lavorare i dipendenti in nero, chiusa

I carabinieri e gli ispettori del lavoro ieri hanno sorpreso tre cittadini egiziani senza contratto. Due di loro clandestini. L'azienda è stata chiusa e il titolare, M.K., denunciato

Lavoravano da mesi totalmente in nero. I carabinieri di Portogruaro, assieme agli ispettori della Direzione territoriale del Lavoro di Venezia, ieri hanno sorpreso tre cittadini di origine egiziana, A.S. 30enne di Latisana, E.H. 35enne di Portogruaro ed E.A. 28enne di Portogruaro, mentre erano intenti a caricare fotocopiatori usati nel camion di una ditta tedesca, risultata all'oscuro di tutto.

E' questo che faceva la Marina Service sas di Portogruaro, in viale Cadorna: raccoglieva materiale informatico usato, lo riciclava e poi lo rivendeva. Tutto legale. Non fosse per il dettaglio che i lavoratori alle dipendenze di M.K., anche lui egiziano, non potevano esibire uno straccio di contratto. In più due di loro erano irregolari e senza i titoli per richiedere il permesso di soggiorno.  

Oltre alla denuncia penale per l’impiego dei lavoratori clandestini, è stata disposta l’immediata chiusura dell’attività con provvedimento di sospensione e la contestuale sanzione di 1.500 euro. Ma i procedimenti amministrativi non finiscono qui. La legge infatti stabilisce che il datore di lavoro dovrà pagare 1.500 euro per ogni lavoratore in regola con il permesso di soggiorno e 3mila euro per ogni irregolare. I due clandestini scoperti verranno colpiti da decreto di espulsione.

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