Tensione davanti alla Ilnor: danneggiata l'auto di un dirigente, giovedì incontro in Prefettura

Davanti allo stabilimento di Gardigiano di Scorzè presidio dei lavoratori mercoledì. Non vogliono far entrare i tir in fabbrica per raccogliere materiale lavorato: "Non cederemo"

Tensione nel primo pomeriggio di mercoledì davanti allo stabilimento Ilnor di Gardigiano di Scorzè. Tensione e attesa, perché i lavoratori si sono radunati davanti alla fabbrica di laminati prima dell'arrivo dei camion del gruppo Eredi Gnutti di Brescia, dove la proprietà ha deciso di trasferire tutta l'attività. A decine i lavoratori che ora rischiano di rimanere senza lavoro e che hanno preso posizione ai lati della Moglianese per evitare che i mezzi pesanti potessero insinuarsi nell'area dello stabilimento. Giovedì mattina ci sarà l'incontro in Prefettura a Venezia, convocati lavoratori, gruppo dirigente e sindacati, nella speranza di trovare un via d'uscita alla situazione di stallo. I camion nel frattempo arrivati da Brescia sono ripartiti allontanandosi verso le 17 dall'ingresso dello stabilimento.

In magazzino, infatti, ci sono dei lavorati finiti che dovrebbero essere prelevati e portati alla casa madre per essere consegnati a clienti. "La necessità del Gruppo ci è stata comunicata martedì durante un incontro con questore e prefetto - dichiara Cristian Modesto, Rsu della Fiom Cgil - Rimaniamo in presidio davanti allo stabilimento giorno e notte finché non saranno trovate soluzioni alternative. Vogliamo trovare un accordo diverso rispetto alla situazione vigente".

PARLANO IL RAPPRESENTANTE FIOM E IL SINDACO MESTRINER

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Al fianco dei dipendenti Ilnor anche il sindaco di Scorzè, Giovanni Battista Mestriner: "Ci sono due piani diversi - spiega - uno è quello della trattativa sindacale, che verrà affrontato il 18 maggio, poi c'è la necessità della Eredi Gnutti di prelevare del prodotto finito in fabbrica. A questi lavoratori non è stata ancora pagata la cassa integrazione. Speriamo - ha concluso - nella ragionevolezza da parte di tutti". Si chiama in causa il prefetto, Carlo Boffi: "Il livello di trattativa che noi avevamo proposto sembra ad oggi non essere accolto dall'azienda - ha spiegato ai dipendenti Antonio Silvestri, della Fiom - Noi ribadiamo che rimaniamo qui e il camion non entra. L'unica condizione per riprendere la trattativa, cosa che al momento escludo, è il tentativo di mediazione davanti al prefetto". A poca distanza dall'ingresso dello stabilimento l'auto di un addetto all'inventario ha subito un danneggiamento: gli pneumatici sono stati bucati. I lavoratori non ne sanno nulla ma in segno di solidarietà si sarebbero resi disponibili a pagare la riparazione dei danni. Sul posto anche polizia, carabinieri e polizia locale. La situazione di stallo è continuata a lungo.

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