Amelio polemico con Venezia: "prima scelsero il mio film, poi lo scartarono"

Sarà distribuita in sole 70 copie, "Il primo uomo", l'opera del regista calabrese, tratta dal romanzo di Camus, snobbata al Lido e a Cannes, poi vincitrice a Toronto del premio Fipresci

Gianni Amelio (©TM News Infophoto)

Uscirà il prossimo venerdì in sole 70 copie diffuse da 01 Distribution. Con simili premesse, il destino del film “Il primo uomo (Le premier homme)” sembra essere affidato, nel contesto italiano, al semplice passaparola. Trasportata sulla pellicola dal regista calabrese Gianni Amelio, l’opera è tratta dal romanzo omonimo di Albert Camus, ritrovato incompiuto nell'auto in cui lo scrittore francese ha incontrato la morte in un tragico incidente nel 1960.

Una coproduzione internazionale (Francia, Italia e Algeria), per un film che ha dovuto affrontare non pochi problemi distributivi, in parte forse dovuti ai temi trattati. Un film che lo stesso regista ha definito “doppiamente autobiografico”: Camus parla dell'Algeria degli anni '20, ha sottolineato, “ma è identica alla Calabria degli anni '50 in cui sono vissuto io. La povertà assoluta, l'assenza del padre, la famiglia guidata da due donne con una nonna molto forte, un maestro che è un secondo padre, uno zio col quale il piccolo lavora d'estate alla fine delle elementari. Tutto uguale”.

Al delicato soggetto, si sommano, poi, le polemiche sollevate da Amelio circa il modo con il quale il film è stato snobbato alla Mostra del Cinema di Venezia e al festival di Cannes.“La Mostra del Cinema di Venezia non ha voluto 'Il primo uomo' dopo averlo selezionato", spiega il regista. L’allora direttore del festival, Marco Müller (oggi direttore designato del Festival Internazionale del Film di Roma), “ha fatto una telefonata ai produttori francesi annunciando che il film veniva selezionato, ma è stato cancellato due giorni dopo”. Successivamente, prosegue Amelio, “Piera Detassis mi ha chiamato chiedendomi 'Il primo uomo' per il festival di Roma, ma io ho detto di no per rabbia”.

In Francia, invece, tutto sembra essere rimandato a ottobre. Ufficialmente, spiega Amelio “mi hanno spiegato che dal punto di vista del mercato è sbagliato uscire in questo periodo. In realtà ho il sospetto che il film sia considerato un po' troppo filo algerino e che la ferita di cui parlo in Francia sia ancora' tutt'altro che rimarginata. Non a caso i soli giornalisti che hanno scritto del 'Primo uomo' dopo Toronto sono algerini. Nessun francese".

Gianni Amelio è da alcuni anni direttore artistico del Torino Film Festival. “Portare il film al mio festival? Non sarebbe stato elegante” sottolinea.

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La rivincita è però arrivata al festival di Toronto, dove il film ha vinto il premio Fipresci della critica internazionale. “I produttori francesi hanno voluto portare il film a Toronto, senza che fossi d'accordo”, ha precisato Amelio. “Io non sono andato. Il motivo è che non credo che un festival serva a molto se il film non esce subito dopo. Per questo l'unico festival al quale volevo partecipare era Berlino, ma non è stato possibile”.

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