La professoressa Fiorenza Pontini finisce a processo per istigazione all'odio razziale

Rinvio a giudizio per l'ex docente del liceo Marco Polo che nell'estate 2016 scrisse post su Facebook contro musulmani e immigrati. La difesa: "Le frasi non erano un pericolo reale"

La professoressa Fiorenza Pontini è stata rinviata a giudizio per istigazione all'odio razziale. Il giudice per le udienze preliminari, Alberto Scaramuzza, lunedì ha accolto la richiesta del procuratore aggiunto, Paola Mossa, che si è occupata delle indagini dopo che alcuni post dell'allora prof del liceo Marco Polo avevano scatenato un polverone di polemiche. Frasi a stampo razzista contro gli immigrati, contro la presidente della Camera, Laura Boldrini, e la moglie dell'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

La difesa: "Non erano parole pericolose"

Secondo la procura l'ex docente, che ora lavora al Provveditorato scolastico dopo aver subito un procedimento disciplinare, avrebbe violato la legge Mancino del 1975 incitando alla violenza e all'odio razziale. Appuntamento davanti al collegio dei giudici per la prima udienza il prossimo 6 aprile. La difesa della professoressa, rappresentata dall'avvocato Renato Alberini, non ha chiesto il rito abbreviato: "Preferiamo che sulla questione decida un tribunale collegiale - spiega il legale - i post della signora Pontini non si discostano da quello che è il sentire comune e che si può sentire in un qualsiasi bar. Ma certo lei non aveva intenzione di attirare l'attenzione di eventuali proseliti e tantomeno quelle frasi non costituiscono un reale pericolo. Quelli della signora Pontini erano espressioni del proprio pensiero fini a se stesse - conclude - erano reazioni a fatti di cronaca dopo la lettura dei giornali".

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Le frasi incriminate

La professoressa aveva scritto sul proprio profilo Facebook (aperto a tutti) durante l'estate 2016 frasi come "Poi ho torto quando dico che bisogna eliminare anche i bambini dei musulmani, tanto sono tutti futuri delinquenti".

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