Frasi razziste della professoressa: "E' cosciente di aver esagerato, ha chiesto scusa"

A parlare è l'avvocato di Fiorenza Pontini, Paolo Seno: "La conosco da molto tempo ed è diversa da come viene dipinta". Intanto il Miur conferma che ci sono accertamenti in corso

"La conosco da molti anni e ho insegnato anche con lei. Fiorenza Pontini è molto diversa da come viene dipinta e da come i post che sono stati pubblicati indurrebbero a pensare". A parlare è l'avvocato della professoressa d'inglese 59enne che da giovedì è finita nell'occhio del ciclone dopo che due deputati di Sinistra Italiana hanno presentato un'interrogazione parlamentare nei suoi confronti. Nel mirino sono finiti numerosi post a stampo xenofobo, oltre che alcuni che riportano giudizi molto "coloriti" nei confronti del governo in carica e del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, "colpevole" di non aver appoggiato il referendum di separazione tra Venezia e Mestre. Le frasi più forti, però, sono quelle in cui la donna, che insegna da questo anno scolastico al liceo classico Marco Polo, si augurava la scorsa estate la morte di profughi e musulmani: "Morissero tutti", scriveva per esempio.

Il Ministero dell'istruzione ha confermato che nei confronti della docente sono aperti due procedimenti disciplinari avviati dall'Ufficio scolastico veneto. La stessa dirigente scolastica del Marco Polo, raggiunta da segnalazioni di alcuni alunni, aveva inoltrato tutto a chi di dovere: "Allo stato non è arrivata alcuna documentazione ufficiale su questo - continua l'avvocato - anche se è lecito aspettarsi che si tratta solo di questione di tempo, vista la rilevanza mediatica del caso. La professoressa è cosciente di avere sbagliato e di avere travalicato i limiti del diritto di manifestazione del pensiero. Ma stiamo parlando dei social network, ossia un'arena mediatica in cui sappiamo perfettamente come è facile trascendere. Lo vediamo ogni giorno. La docente è una signora impulsiva. E' molto amareggiata e si è resa conto di essere andata oltre le righe. Ha chiesto scusa alla dirigente scolastica".

Venerdì la docente, il cui profilo personale Facebook non è più raggiungibile da giovedì sera, non si è presentata a scuola. Come detto, ha telefonato alla preside dell'istituto chiedendo scusa per l'accaduto. Nel mentre il caso, sollevato dai parlamentari Giuliano Marcon e Celeste Costantino, di Sinistra Italiana, si è ingigantito sempre più: della questione è stata informata anche la Procura di Venezia. I parlamentari avevano attaccato pubblicamente i post della professoressa: "È lecito che una docente di liceo sul proprio pubblico profilo Facebook dica che "bisogna eliminare anche i bambini dei musulmani tanto sono tutti futuri delinquenti"? Che a proposito dei naufragi dei migranti affermi "speriamo che affoghino tutti? che non se ne salvi nessuno", "mi dispiace che qualche profugo si salva", "almeno morissero tutti"; che aggiunga "bruciateli vivi", "ammazzateli tutti"?", hanno chiesto al ministro della Pubblica istruzione.

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Finché è rimasto attivo il profilo Facebook della docente era visibile pubblicamente: era possibile imbattersi in alcuni post in cui si professava l'ideologia fascista e in frasi critiche e "colorite" (alcune "molto colorite") nei confronti dei rappresentanti delle istituzioni e del governo.

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