Prostitute, Pd contro giunta: «Riceve finanziamenti per le vittime di tratta e poi le multa»

Reazioni alla sanzione che ha raggiunto due cittadine bulgare con il sequestro dei camper all'interno dei quali si è consumato meretricio sabato a Marghera

Sequestro dei camper a Marghera sabato

Non hanno tardato a manifestarsi gli effetti del nuovo regolamento di polizia e sicurezza urbana, entrato in vigore a maggio nel territorio comunale veneziano. Il divieto di prostituzione in strada, esercitata con camper e roulotte, sabato si è concretizzato nel sequestro di due autocaravan, tra via Ghega e via Fratelli Bandiera a Marghera, una multa di 350 euro comminata a due donne di nazionalità bulgara, e un daspo urbano ai "clienti", sanzionati con una ammenda di 450 euro. Critico il Partito Democratico sui provvedimenti alle prostitute: «La scelta di questa amministrazione non può che indignarci».

I fatti

Gli agenti della Municipale hanno concentrato l'attenzione su 2 giovani, risultati poi di nazionalità albanese, di 18 e 28 anni. Gli stessi, dopo essere scesi da una macchina, si sono introdotti separatamente in due camper parcheggiati in strada a Marghera. La polizia locale, dopo avere constatato la consumazione della prestazione, hanno bloccato e identificato tutti i protagonisti della vicenda dando il via agli accertamenti.

Il progetto Nave

«Gravissimo ritorno al passato - commenta la capogruppo del Pd in Consiglio comunale Monica Sambo - addirittura antecedente alla legge Merlin (1958). L'amministrazione Brugnaro sanziona chi si prostituisce, colpendo quindi i soggetti deboli della filiera, già vittime di violenze, sfruttamento e soprusi, in contrasto con la vigente normativa che non proibisce la prostituzione, a tutela delle vittime dei mercanti del sesso, ma i reati di sfruttamento e di favoreggiamento della stessa. Multare chi si prostituisce è solo un'operazione di marketing elettorale, che non risolve minimamente il problema - continua Sambo -. Servono servizi sociali e la presenza degli operatori di strada. E poi, perché il Comune riceve i finanziamenti pubblici del progetto Nave (Network Antitratta per il Veneto), per l’emersione e l’assistenza alle vittime di tratta, se poi punisce le stesse persone che dovrebbe tutelare? Atteggiamento retrogrado, ottuso e inadeguato alle caratteristiche del fenomeno».

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