Tanti arresti e daspo, meno spaccio e prostituzione: i risultati della polizia locale

Il comandante Agostini ha fatto un riepilogo non solo del 2019, ma di tutto il quinquennio. A breve gli agenti saranno 550, mediamente molto giovani. L'amministrazione ha parlato di un netto cambio di passo nel contrasto ai "crimini di strada"

La presentazione delle nuove auto della polizia locale a Mestre, nel 2018

Prostituzione sotto controllo, commercio abusivo quasi azzerato, spaccio di droga ridotto drasticamente. Sono i principali risultati, secondo il commissario capo Gianni Frazoi, del lavoro fatto negli ultimi anni dalla polizia locale di Venezia: la conseguenza dell'aumento del numero di agenti su strada (nonché dell'abbassamento della loro età media, da 52 anni a meno di 40) e di una maggiore attenzione verso la sicurezza, che si è tradotta in maggiori investimenti e in un nuovo regolamento di polizia e sicurezza urbana, quello approvato a maggio scorso. Il sindaco Luigi Brugnaro ha parlato dell'idea di un «ruolo della polizia locale molto più attiva nella sicurezza»: per questo si è scelto di armare gli agenti e di «affrontare in modo serio il tema della droga e del decoro urbano». Da notare che l'amministrazione ha intenzione di bandire nel 2020 un altro concorso per un centinaio di nuovi operatori, che quindi arriveranno a oltre 550. L'obiettivo del comandante Marco Agostini sarebbe arrivare a 800 nei prossimi anni: un piccolo esercito.

Oltre cento arresti

Che la presenza di pattuglie su strada sia stata una delle priorità dell'amministrazione Brugnaro lo dicono i numeri, sia quelli relativi alle attività del 2019 sia quelli che mostrano il trend degli ultimi anni. I dati del report aggiornato sono stati presentati stamattina. Nel 2019 la polizia locale ha arrestato 105 persone (erano 78 nel 2018, 67 l'anno prima) e ne ha denunciate 257 a piede libero per i "reati di strada": furti, spaccio, resistenza. Qualche esempio: 44 in manette per spaccio, contro i 28 dell'anno prima e i 20 del 2017; 46 arrestati per furto nel 2019, contro i 37 del 2018 e i 32 del 2017. In cinque anni sono stati sequestrati oltre 50 chili di droga. Sono 372 i daspo, ovvero gli ordini di allontanamento per tuffi in canale, picnic in centro storico, accattonaggio, ubriachezza e simili: «Uno strumento efficace, con effetto deterrente di grande rilievo», ha detto Agostini.

Commercio abusivo e prostituzione

L'attività sul commercio abusivo, al contrario, è in calo: 1.419 multe nel 2019, mentre erano 3.714 nel 2018 e 5.298 l'anno prima. I sequestri 5 anni fa erano centomila, ora sono ridotti a 2mila. Significa che «è stato ridotto drasticamente il fenomeno del commercio abusivo della merce per strada - ha spiegato Agostini -. Niente più borse e occhiali contraffatti, un risultato incomparabile con la situazione di altre città turistiche». In calo pure le violazioni accertate in materia di prostituzione, che sono state 273 nel 2019: il dato rilevante è che il tasso di recidività è quasi nullo, il che significa che il cliente multato una volta non torna più. Questo significa un calo di redditività e quindi un numero minore di prostitute sul territorio: al momento sono una decina su via Fratelli Bandiera, altrettante su via Piave e meno di 5 sul Terraglio.

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Spaccio di droga

Il problema dello spaccio non è certo debellato, ma le cose sono cambiate rispetto a pochi anni fa. Prendiamo il parco Albanese: «Cinque anni fa c'erano anche 35 spacciatori in contemporanea, adesso ce ne sono 4 o 5 - dice Franzoi -. Non ci sono più le droghe sintetiche e sono spariti i magazzini in cui i pusher si rifornivano. Tolti gli spacciatori, se ne sono andati anche cento assuntori». Anche in via Piave la situazione è diversa: «Restano una dozzina di pusher, che però arrivano con il buio e si muovono in modo più circospetto: prima erano decine, c'erano tutto il giorno e la facevano da padroni, con risse in mezzo ai passanti. Tutto questo è sparito, il benessere sociale è migliorato, gli spacciatori rimasti non entrano a contatto con la cittadinanza. Le pattuglie ci sono sempre in zona stazione, quattro nostre macchine fino a sera. Anche via Carducci è monitorata costantemente». Infine gli accampamenti abusivi: «Facciamo tre sgomberi a settimana, quando ci sono dei giacigli interveniamo. Un tempo a Mestre gravitavano 120 "barbanera", adesso sono una trentina».

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