Un'intesa tra Comune e Prefettura, ma le lucciole invadono Marghera

Per l'Etam in via Fratelli Bandiera la scorsa notte c'erano decine di persone che vendevano il proprio corpo. Diminuiscono sul Terraglio

Tavoli tra forze dell'ordine e associazioni in trincea contro la piaga della prostituzione, collaborazione tra i vari Corpi con la "regia" del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, accento sulle attività di inserimento e di recupero delle giovani donne finite loro malgrado nel "buco nero" della prostituzione. Mercoledì mattina in prefettura è stato firmato un importante protocollo che mira a contrastare in maniera sempre più efficace il problema della prostituzione di strada, che interessa zone del capoluogo come della provincia, in aree anche piuttosto estese. 

L'intesa, che si contraddistingue per una durata di due anni, mira quindi a mettere sempre più in contatto le realtà che hanno a che fare con questo tipo di fenomeno illegale: non solo forze dell'ordine, dunque, ma anche operatori di strada, associazioni e, soprattutto, Comune. Alla firma, oltre al prefetto Domenico Cuttaia, erano presenti anche il sindaco Luigi Brugnaro e il procuratore aggiunto Adelchi D'Ippolito. Per tenere in connessione le varie realtà, dunque, verranno organizzati vari incontri: saranno l'occasione, per esempio, per Ca' Farsetti di ricevere le segnalazioni dei cittadini, soprattutto sulle zone di maggiore criticità. Dopodiché una realtà simile verrà istituita anche in Prefettura, per permettere una sintesi delle informazioni messe sul piatto dalle varie realtà che ruotano attorno alla prostituzione. Naturalmente, poi, ciò non potrà che stringere i legami di collaborazione tra le varie forze dell'ordine e le associazioni che ogni giorno lavorano in strada per arginare una piaga che si allarga sempre più. 

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Perché il numero delle prostitute in Veneto e nel Veneziano è comunque sempre ingente, segno che la domanda c'è. E non diminuisce. Ne sono la riprova i dati che risultano all'Etam, il servizio di promozione e inclusione sociale del Comune. Durante l'ultima nottata, infatti, tutti gli operatori veneti della realtà sono usciti per monitorare il fenomeno: ebbene, in tutta la regione sono state contate 365 persone che vendevano il proprio corpo. In provincia di Venezia ce n'erano 65, con una concentrazione più alta in via Fratelli Bandiera a Marghera. Non è una novità che quello è il "fulcro" del mercato del sesso a pagamento in terra lagunare. Nel territorio del Comune di Venezia, dunque, gli sforzi maggiori si concentreranno sul grande viale della città giardino (ma anche nella vicina zona industriale, visto che gli operatori Etam hanno segnalato un'attività a suo modo "fiorente" anche nelle strade interne della zona). Il numero delle lucciole sul Terraglio, invece, sarebbe in diminuzione. Così come in via Piave e nelle aree del centro mestrino, dove i casi sarebbero più sporadici. Anche se naturalmente esiste sempre anche la prostituzione "al chiuso": non si contano ormai i sequestri di appartamenti o di centri massaggi a luci rosse nel Mestrino e nel suo hinterland. 
 

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