Dopo Bagnoli è la volta di Conetta: profughi scendono in strada ad Agna, paese "isolato"

Sabato mattina una trentina di migranti eritrei hanno raggiunto il Padovano bloccando a tratti la provinciale. Il tutto nel giorno del sit-in di protesta dei residenti davanti alla Prefettura

Due proteste nel giro di poche ore, a pochi chilometri di distanza: dopo quella di venerdì a Bagnoli, sabato mattina, sotto la pioggia battente, i profughi sono scesi in strada ad Agna con cartelli e striscioni. Si tratta di giovani eritrei usciti dalla base di Conetta che si sono posizionati in territorio padovano.

PROVINCIALE BLOCCATA. Sono circa una trentina i manifestanti che dalle 7 hanno bloccato a tratti la strada provinciale che porta da Cona ad Agna. A causare le proteste di questi giorni pare il ritardo nella consegna della documentazione di via che consentirebbe loro di abbandonare il "triangolo dei profughi", come è stato ribattezzato, da mesi ormai al centro delle polemiche.

IL SINDACO DI CONA. "Protestano per il meccanismo della relocation - commenta il sindaco, Alberto Panfilio - un meccanismo che se viene approvato da Bruxelles dimostra che per l'Europa queste persone sono considerate alla stregua di pacchi. Noi siamo davanti alla prefettura per chiedere una vera soluzione a Ca' Corner, che per ora non ha trovato". Eloquente uno degli striscioni mostrato davanti alle finestre della sede veneziana: "Conetta 190 abitanti, 1500 profughi".

IL SINDACO DI AGNA.  Esasperato il primo cittadino del comune del padovano, Gianluca Piva: "Ci risiamo, ogni giorno una protesta. Provinciale bloccata e difficoltà per i cittadini. Abbiamo subito creato una viabilità alternativa anche con l'aiuto della polizia locale, carabinieri e protezione civile di Agna. La situazione è insostenibile per loro e tanto più per noi che ormai troppo di frequente subiamo disagi da queste proteste. Chiudere i due hub subito”.

SIT-IN DAVANTI ALLA PREFETTURA. Le tensioni proprio nel giorno in cui è stato organizzato un sit-in di protesta davanti alla sede della prefettura di Venezia. Sabato mattina una ventina di cittadini hanno raggiunto Ca' Corner, compreso il sindaco Alberto Panfilio, per chiedere misure effettive per trasferire i profughi ospitati a centinaia nell'ex base missilistica di Conetta.

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