«Quasi dieci anni per avere il figlio, chiediamo giustizia immediata»

Nonostante il Decreto del Tribunale, il progetto di rientro non è ancora iniziato e il bambino non ha ancora neppure incontrato la mamma. Sono quasi dieci anni che questo bambino aspetta di tornare a casa.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dal Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus al sindaco di Venezia:

«Gentile Dott. Luigi Brugnaro, Le inviamo questo appello a nome di una famiglia del Comune di Venezia che sta aspettando di riunirsi con il figlioletto da quasi dieci anni. Ci rivolgiamo a Lei pubblicamente perché nonostante la mobilitazione della stampa nazionale e dell’opinione pubblica la famiglia non sta ancora ricevendo alcuna risposta dai Servizi Sociali del Comune di Venezia. E abbiamo visto sul sito del Comune che Lei è padre di cinque figli.

I giornali nazionali hanno iniziato a riportare l’incredibile storia di questa famiglia quando alcuni mesi fa il Tribunale ha deciso di riportare in famiglia un bambino che per un tragico equivoco era rimasto lontano dalla sua mamma per quasi dieci anni. I giudici Marino e Cogliandolo, infatti, avevano scritto che «quello che va certamente valorizzato è che la signora non ha mai inteso abbandonare il figlio», con il quale «è presente, e vive una relazione di attaccamento». Da allora non è ancora successo nulla di concreto.

Il legale della mamma, Francesco Miraglia, ci riferisce che il nuovo Servizio Sociale del Comune di Venezia, avrebbe proposto di trasferirlo dalla provincia di Milano in cui risiede ora in una comunità del Veneto. Questa eventualità è stata sconsigliata vivamente dalle due professioniste che seguono la famiglia. Le consulenti hanno stilato un progetto e percorso di rientro del piccolo e hanno stabilito che “oggi [la mamma e il compagno] sono pronti ad accogliere il bambino.” Nonostante le ripetute richieste, i servizi sociali non hanno ancora risposto alla lettera formale dell’avvocato del 3 ottobre 2018. La mamma non ha ancora neppure incontrato il bambino che continua a vivere a Milano lontano dalla famiglia sebbene la sua cameretta sia pronta con i giocattoli nuovi che lo aspettano».

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