Tentata rapina a San Marco, immagini e testimonianza: "Gioielliere sotto shock" VD

Venerdì mattina fumogeni piazzati davanti al campanile per coprire l'assalto armato alla Missiaglia. Il primo a soccorrere le due addette della gioielleria è un cameriere del Quadri

"Quando le ho soccorse tremavano. Erano sotto shock. Del resto chi se l'aspettava una vicenda del genere". Piazza San Marco non è solo il salotto buono della città. Per certi versi è il centro del mondo. Tra le procuratìe è un incessante caleidoscopio di visitatori da ogni parte del globo. Tutti i turisti guardano i rilievi dei carabinieri senza capire cosa stia accadendo. Chi lavora in piazza, invece, sa tutto. Sa ma non ha visto. "Merito" del piano dei rapinatori che hanno assaltato la gioielleria Missiaglia, a fianco del Caffè Quadri, posizionando due fumogeni alla base del campanile di San Marco. Con ogni probabilità grazie anche a un complice.

PARLA VANNI BONOTTO, CAPO MAITRE DEL CAFFÈ QUADRI

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Il primo a soccorrere le due gioielliere è stato Carlo Tofani, un cameriere del Quadri, che è entrato nel vicino esercizio pochi minuti dopo la rapina: "Ho portato loro del tè - racconta - quando sono entrato stavano chiamando i carabinieri. Erano scioccate. Mi hanno detto cos'era successo e non ci volevo credere. Tutti ci eravamo rivolti verso il fumo vicino al campanile. È stato un nostro cliente ad accorgersi dei rapinatori. Una delle due donne mi ha detto che uno dei delinquenti aveva una pistola, che una delle due è stata spintonata ed è finita a terra. Poi hanno capito che non avevano più tempo a disposizione e sono fuggiti dal retro. Quando ho soccorso le negozianti - conclude - stavano bene fisicamente. Ma non credo si dimenticheranno presto di quanto è accaduto loro". Conferma Vanni Bonotto, responsabile del Caffè Quadri: "Non c'è stato bisogno di portarle al pronto soccorso. È stata una fortuna che uno dei nostri clienti si sia accorto di ciò che stava succedendo".

In piazza c'era anche Roberto Magliocco, presidente di Ascom Venezia: "Il fumogeno ha scatenato il caos - spiega - ma non ci si aspettava una rapina, piuttosto un principio di incendio. E al momento in cui capitava tutto ciò non c'era nessuna forza dell'ordine presente, sono arrivati una volta passato il fumo. Questo dimostra che la piazza va tenuta maggiormente sotto controllo, con una sorveglianza più stretta avvalendosi anche di telecamere a circuito chiuso monitorate con continuità." "Speriamo che con questa rapina - ribadisce il vice presidente vicario Marco Francalli - ci siano più pattugliamenti in centro storico, soprattutto in orario pomeridiano e serale. Ci raccomandiamo la presenza in borghese che garantisce maggior efficacia".

Non è mancato il commento di Guido Damiani, proprietario del negozio Rocca 1794 (che mantiene la storica insegna Missiaglia) di piazza San Marco. "Sono molto sollevato nel sapere che il personale di vendita presente in negozio, che è stato minacciato e spintonato, non abbia subito ferite, a parte il forte spavento - commenta - Colgo l’occasione per ringraziare sentitamente la nostra responsabile e la nostra sales specialist che con grande coraggio ed enorme attaccamanto all’azienda hanno avuto la prontezza di regire mettendo in fuga gli aggressori".
 

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Commenti (1)

  • Mi sembra impossibile che su una piazza come quella di S.Marco non ci sia neanche una ronda di qualsiasi tipo o forza dell'ordine,incredibile..... però ci sono sempre vigili con il laser a far cassa.... strana questa cosa

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