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Rapina al Mercatone Uno: le chiavi del caso dietro una goccia di sangue

Una scheggia di vetro avrebbe ferito un bandito nel colpo al punto vendita di Chioggia. Assalto più cruento rispetto a dicembre, con "meno controllo". E se i malviventi si fossero drogati?

Gabriele Vattolo 29 giugno 2012

Due rapine a mano armata in sette mesi. Sempre un mitra. Sempre una persona tenuta in ostaggio. Sempre terrore. Ce n'è abbastanza per pensare che i due colpi messi a segno al punto oro del centro commerciale Mercatone Uno di Valli di Chioggia, uno giovedì mattina verso le 11, l'altro il 7 dicembre scorso verso le 18, possano essere stati messi a segno dalla stessa banda.

 

Sospetto però subito allontanato dal direttore del punto vendita Michele Pellizza: "Stavolta è stata molto più cruenta - spiega - i banditi si sono accaniti sugli espositori e hanno appiccato anche le fiamme". L'impressione di chi c'era, di chi la struttura la dirige e può guardare negli occhi dipendenti e clienti è che ieri sia stata "ben più pericolosa".


Minore controllo della situazione, maggiore "rabbia" nei gesti della banda. E poi i vetri in frantumi, l'incendio appiccato forse per coprire le proprie tracce. Tutto ciò nella rapina precedente non era accaduto. Forse "commandi" diversi, dunque. O forse stessi esecutori, magari in "condizioni" diverse. Perché se fossero stati "drogati" come a volte purtroppo accade nelle rapine per "darsi coraggio", la situazione potrebbe essere risultata più difficile da gestire. Decisivo in questo senso il test del dna sulle gocce di sangue raccolte dagli inquirenti. Un bandito sarebbe stato raggiunto da una scheggia di vetro infranto. Nel 2007 si risalì alle "belve" di Gorgo al Monticano proprio da alcune tracce ematiche, che rivelarono l'uso di stupefacenti.

Le indagini, comunque, continuano a 360 gradi. Anche per stabilire se le due rapine possano essere collegate. In entrambi i casi (la rapina di dicembre e di giovedì), infatti, ci si trova di fronte a batterie organizzate. Movimenti veloci, precisi. Coordinazione da "professionisti", quasi da "Mala del Brenta". I carabinieri stanno visionando i video di sorveglianza del centro commerciale, fotogramma dopo fotogramma, per cercare di carpire elementi utili alle indagini. Vengono comparate anche altre rapine andate a segno in punti vendita Mercatone Uno. A Pordenone, per esempio, anche a Mogliano. L'impressione, però, è che la carta fondamentale sia in mano ai Ris di Parma, e potrebbe rivelarsi un asso nella manica. Come nel caso di Gorgo al Monticano.

 

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