Giovani "scaricati" dall'automobile: "Rapinati e sequestrati, i banditi avevano una pistola"

L'intervento dei carabinieri nel territorio comunale di Fossò è scattato lunedì sera. A chiedere il loro aiuto due ventenni che sarebbero stati aggrediti da 3 malintenzionati a Mestre

Sull'aggressione ci sarebbero pochi dubbi, sui motivi che l'hanno scatenata sono in corso indagini dei carabinieri della compagnia di Chioggia, insieme ai colleghi del Nucleo investigativo di Venezia. Due ventenni (uno classe 98, l'altro 97) nella tarda serata di lunedì hanno chiesto aiuto dopo essere stati "scaricati" da un'auto in via Provinciale Sud a Fossò. Secondo il loro racconto, i cellulari glieli avevano rubati, dunque non è rimasta altra opzione che suonare il campanello a un residente spiegando ciò che era successo. A quel punto l'inquilino, non senza qualche titubanza iniziale per via di quei giovani che all'improvviso si sono materializzati davanti al cancello, ha composto il 112 e sul posto si sono portati i carabinieri della stazione di Vigonovo.

"Ci hanno picchiati e sequestrati"

E' stato allora che i contorni della vicenda sono diventati più definiti: "Ci hanno picchiati, sequestrati e rapinati di soldi e telefoni", ha spiegato la coppia di giovani, uno mestrino, l'altro residente in un Comune limitrofo. Il loro racconto è ora al vaglio dei militari dell'Arma, anche se i segni del possibile pestaggio ci sono. I due hanno dichiarato che stavano camminando per via Ca' Rossa, vicino alla fermata del tram, e all'improvviso sarebbero stati avvicinati da un trio di delinquenti. A quel punto uno di questi avrebbe estratto una pistola, intimando ai ventenni di seguirlo e di salire a bordo di un'auto. Una scena da film: non è chiaro se i tre fossero delle vecchie conoscenze delle vittime, fatto sta che i ventenni, uno di nazionalità gambiana, l'altro italiano ma di origini dell'Est Europa, avrebbero qualche piccolo precedente di poco conto.

"Viaggio sotto tiro della pistola"

Il viaggio inizia da Mestre e si conclude a Fossò, a metà strada tra il centro del paese della Riviera del Brenta e Sandon. Per tutto il tempo i due sarebbero rimasti sotto il tiro dell'arma da fuoco, impossibilitati a lanciare l'allarme. Una volta accostata l'auto, sono scattati i pugni e gli altri colpi proibiti, oltre che la rapina dei contanti che i ragazzi avevano con sé (non molti per la verità) e dei cellulari. Entrambi gli sventurati sono poi stati portati al pronto soccorso per accertamenti, da dove sono stati dimessi con una prognosi di pochi giorni. Per loro alcune tumefazioni, ma a fare più male è stata quella pistola puntata contro. I militari dell'Arma ora stanno conducendo indagini per individuare elementi che possano fornire dei punti fermi nella storia raccontata dalle presunte vittime: per questo motivo utili potrebbero rivelarsi possibili telecamere di sorveglianza. 

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