Spaccata a Ravenna: fuggono con 35mila euro in occhiali, arrestati qui

Ieri mattina, verso le 8.30, un controllo delle volanti della polizia ha scoperto tre fuggitivi con a bordo il bottino del colpo in Emilia-Romagna. Due di loro erano ricercati dal 2010

Gli occhiali sequestrati

Con ogni probabilita erano "di passaggio" nel territorio del Veneziano. La merce che avevano a bordo, infatti, era destinata a oltrepassare il confine italiano per finire nelle bancarelle di qualche ricettatore. Il piano di Andrea Remenyi, 29enne di origine ungherese,  Dragan Remenyi, 31enne di origine serba, tra loro marito e moglie, e del loro compare Bojan Milic, 32enne, è andato in frantumi alle 8.30 di lunedì mattina, quando si trovavano a bordo di un'Opel Astra in un parcheggio di via Enego a La Gazzera. Il trio ha attirato l'occhio degli operatori delle Volanti, che hanno deciso di procedere a un controllo.

Una volta bloccato il veicolo, con targa ungherese, la donna ha esibito tranquillamente i propri documenti, mentre Bojan Milic ha tentato di scappare aggredendo gli agenti con calci e pugni. A nulla sono valsi i suoi sforzi: le forze dell'ordine hanno quindi accertato che era sprovvisto di documenti, mentre Dragan Remenyi li aveva, ma falsi. A bordo dell'Opel sono stati trovati un coltello a serramanico e vari utensili "da scasso". A una perquisizione più approfondita sono stati trovati 200 paia di occhiali con ancora la placca antitaccheggio montata.

Valore del bottino circa 35mila euro. Dopo alcuni controlli incrociati effettuati grazie alla collaborazione della Luxottica, che li aveva fabbricati, gli inquirenti sono riusciti a risalire prima al grossista e poi al negoziante che li aveva in possesso: si tratta del negozio di ottica Perris, in via Cavour 52 a Ravenna. L'esercizio era stato svaligiato alle 3.52 della notte stessa mandando in frantumi la vetrina con un'auto e illuminando l'ambiente con i fari posteriori. Tre (immortalati dalle telecamere) gli autori della spaccata, tre i fermati nel Veneziano. Gli inquirenti ora stanno tentando di collegare inequivocabilmente gli arrestati al colpo ravennate, che nel frattempo dovranno comunque rispondere del reato di ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma da taglio.

Durante l'identificazione in questura si è scoperto che Andrea Remenyi era ricercata dal 2010 dal tribunale di Mantova per scontare una pena di un anno e tre mesi, mentre sulle spalle del marito pendeva un ordine di cattura, sempre dal 2010, del tribunale di Milano per borseggi e reati contro il patrimonio.

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