Fanno una rapina a Castello poi la fuga in barchino, tra di loro un 15enne

Due malviventi ieri alle 18 sono entrati nel punto vendita Simply Sma di Rio Sant'Antonin con una pistola, mentre il giovane faceva il palo. Ma i carabinieri li inseguono e li arrestano

Con ogni probabilità non era il primo colpo che tentavano. La pistola, a pallini certo, ma pur sempre una pistola calibro 22 funzionante puntata davanti alla cassiera, indica che si sentivano sicuri. Che altre volte l'avevano fatta franca. Stavolta no. Stavolta i carabinieri li hanno colti in flagrante, stringendo loro le manette ai polsi in zona Sant'Anna, dopo un inseguimento per le acque della laguna tra rio di Santa Giustina, Fondamenta Nove e, appunto, i rii interni di Sant'Anna, vicino all'isola di Sant'Elena. In arresto sono finiti Alberto Carlesco, 51enne, Alessandro Carer, 36enne (entrambi con precedenti) e un quindicenne, che durante la rapina aspettava i malviventi sul barchino rubato 15 giorni fa alla Giudecca (chiave di volta che ha permesso agli agenti di venire a capo della situazione). Un adolescente "problematico", hanno spiegato i carabinieri, che forse in questo modo cercava di bruciare le tappe, sentirsi già un adulto. Per lui, invece, si sono aperte le porte del carcere minorile di Treviso. Tutti dovranno rispondere dell'accusa di rapina pluriaggravata in concorso e ricettazione (per via del natante rubato).


Nel tardo pomeriggio di ieri, verso le 18, i due malviventi "adulti" sono entrati nel punto vendita Simply Sma di Castello, lungo rio Sant'Antonin. Il volto travisato da un passamontagna o da un sottocasco. In pochi minuti aggrediscono la cassiera e si prendono l'incasso: 600 euro. Poi la fuga. Il tutto in velocità, mentre uno di loro (quello che imbraccia l'arma) tenta di nascondersi all'occhio della telecamera di sorveglianza stagliandosi dietro un cartello, l'altro si avvicina alla cassa e raccoglie i contanti.

I carabinieri, però, erano sulle tracce dei malviventi da settimane. Stavano indagando, infatti, su altri tre colpi simili messi in atto da fine maggio. In tutti i casi nessun testimone aveva fornito particolari utili, ragion per cui i militari hanno stretto le maglie dei controlli riguardo barchini rubati di recente. E proprio un modello corrispondente a quello su cui l'adolescente, residente alla Giudecca al pari di Alberto Carlesco, faceva il palo.e che è stato visto viaggiare a velocità sostenuta verso Sant'Elena era stato trafugato due settimane prima alla Giudecca.

Scatta quindi il pedinamento, con imbarcazioni dei carabinieri "in borghese", senza dare nell'occhio. Poi la segnalazione da parte della sala operativa della questura ai militari dell'Arma (per questioni di giurisdizione territoriale) che forse si trattava proprio dei rapinatori. Inizia l'inseguimento, in cui sono state utilizzate tre imbarcazioni, una del nucleo natanti e due "di copertura". Poi l'arresto, dopo un'ultima, disperata, corsa a piedi del trio. Bloccato verso le 18.30.

Grazie alle perquisizioni è stato rinvenuto il bottino del colpo, l'arma, i passamontagna e una strana "calza" floreale utilizzata per far pensare che uno dei malviventi avesse il braccio tatuato. E proprio su questo indizio si starebbero concentrando i carabinieri per arrivare alla soluzione anche dei tre assalti simili perpetrati in queste settimane: il 30 maggio al Prix di Dorsoduro, il 2 giugno al Prix di Cannaregio e il 16 giugno all'InCoop della Giudecca. Gli orari più o meno coincidono, come il modus operandi. Anche se nelle tre rapine precedenti al posto della pistola (caricata a pallini) erano stati utilizzati dei taglierini.

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